I dipendenti comunali vogliono più soldi

16 Novembre 2018

I sindacati scrivono all’ente: va applicato il nuovo contratto, siamo in 260 ma lavoriamo per 400

CHIETI. Hanno atteso con pazienza per nove anni il nuovo contratto di lavoro e ora che l’hanno finalmente ottenuto, non possono vederlo attuato perché il Comune non ha soldi. Stanchi di aspettare, adesso i sindacati si fanno sentire e chiedono al sindaco di rimpinguare il fondo delle risorse destinate a finanziare gli strumenti di premialità previsti dal nuovo contratto per i dipendenti comunali.
«Abbiamo chiesto al sindaco di mettere nel fondo circa 250mila euro e non i 50mila degli ultimi anni», dice Claudio Micomonaco, coordinatore della rappresentanza sindacale unitaria. «Capiamo che il momento è delicato per le casse comunali, ma bisogna anche considerare che l’ente, proprio perché si trova in un momento difficile, sta lavorando con una pianta organica quasi dimezzata. Ciò significa che, in media, un dipendente comunale è costretto a lavorare per due». Micomonaco fa riferimento al fatto che i dipendenti comunali sono circa 260 anche se la pianta organica del Comune ne prevede 400.
«Il sindaco Umberto Di Primio», continua Micomonaco, «è sempre stato disponibile alle nostre richieste. Ed è stato lui stesso, in qualità di vice presidente nazionale Anci, a illustrare l’accordo a marzo scorso, evidenziando le capacità professionali dei dipendenti pubblici che in questi anni hanno comunque garantito i servizi essenziali ai cittadini».
Il nuovo contratto consente, tra le altre cose, di avviare le procedure per le progressioni economiche orizzontali, per determinare le indennità per particolari condizioni di lavoro, per corrispondere le aree di posizione, nonché per i compensi previsti da specifiche previsioni di legge. «Vi è inoltre», continua il sindacalista, anche una nuova consapevolezza sul ruolo fondamentale in termini di sicurezza e di controllo del territorio svolto dalla polizia locale per la quale vengono previsti specifici trattamenti economici: per le attività svolte in occasione di iniziative di carattere privato, il riposo compensativo, il servizio aggiuntivo, indennità per servizio esterno, indennità di funzione ecc, che debbono avere il loro momento di sintesi in termini economici».
Martedì scorso Micomonaco ha scritto una lettera al sindaco con la richiesta ufficiale di mettere più soldi nel fondo per i dipendenti. La lettera è stata firmata da tutti i rappresentanti sindacali. Ora si aspetta la risposta del sindaco che in questo momento è costretto a gestire le difficoltà di tenuta della sua coalizione. (a.i.)