I dipendenti del cimitero senza contratto

Ritardi nei rinnovi a 12 lavoratori interinali. L’opposizione: «Bloccate le tumulazioni, è vergognoso»
CHIETI. Il cimitero di Sant’Anna si ferma per un giorno. Il Comune non fa in tempo a preparare gli adempimenti contrattuali per i 12 lavoratori interinali e così ieri nessuno di loro è potuto andare al lavoro. Una giornata di “ferie” assolutamente non preventivate, di cui i lavoratori sono venuti a conoscenza soltanto nel pomeriggio del giorno prima, nonostante i sindacati stessero premendo da giorni perché gli uffici preparassero gli atti necessari per riassumere dal primo agosto il personale.
Il cimitero, dopo la gestione di Teateservizi, è tornato in mano al Comune dallo scorso 3 luglio. A causa della mancanza del bilancio di previsione, l’ente ha potuto assegnare l'incarico di fornitura del personale all’agenzia interinale solo per un mese. L’agenzia scelta è la Generazione Vincente di Vasto, che dal 3 al 31 luglio ha percepito 27.515 euro per il servizio. Al momento del rinnovo, però, ieri le carte non erano pronte. «Mi hanno assicurato che il problema sarebbe stato risolto nel giro di qualche ora», ha detto la segretaria regionale della Felsa Cisl Francesca Piscine, «da giorni mi ero attivata in Comune per sollevare la questione. Ma non è bastato».
Ieri il cimitero è rimasto aperto solo grazie al custode che, essendo un dipendente comunale e non un interinale, era regolarmente al lavoro. «Vergognoso», insorge il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa, «non trovo altra definizione. Mentre l'amministrazione sembra impegnata solo a produrre insulsi spot pubblicitari su se stessa, il cimitero è rimasto senza servizi perché non sono stati rinnovati i contratti di lavoro agli interinali che oggi rappresentano la colonna portante di tutti i servizi annessi a quel sacro luogo. Di conseguenza non si possono più tumulare le salme dei propri cari perché il personale è forzatamente a casa in attesa del rinnovo dei contratti. Tutto questo mentre quel personale viene pubblicamente elogiato per non essere però poi considerato negli atti necessari. Da mettere purtroppo in conto questa ennesima dimostrazione del caos che esiste in città e la brutta figura che continua a fare Chieti».
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