I documenti storici ora in custodia all’Archivio di Stato

1 Febbraio 2020

«Finalmente abbiamo liberato, con fatica, palazzo Napolitani-Berenga da una occupazione abusiva che ci ha precluso per due anni l’accesso alla struttura e ci è costata 30.000 euro di pulizia. Ora...

«Finalmente abbiamo liberato, con fatica, palazzo Napolitani-Berenga da una occupazione abusiva che ci ha precluso per due anni l’accesso alla struttura e ci è costata 30.000 euro di pulizia. Ora inizia il recupero dell’immobile». Sorride il sindaco Mario Pupillo mentre apre il portone del settecentesco palazzo di via Garibaldi al termine della pulizia dei locali durata mesi. Il palazzo dal 2 ottobre 2017 era chiuso con i sigilli, ma pieno di materiale di un rigattiere collezionista lancianese che per 10 anni lo ha occupato, riempiendo le oltre 60 stanze dell’edificio con la sua collezione di oggetti, quadri, libri, carteggi e mobili. Dopo lo sfratto è arrivato lo sgombero per rischio incendio e dal 2018 per mesi hanno lavorato gli operai EcoLan, per togliere anche la spazzatura dalle stanze, ma alla presenza dell’ispettore archivistico onorario per l’Abruzzo Domenico Maria Del Bello che ha selezionato il materiale di interesse culturale, storico e artistico della struttura. Gran parte del materiale è ora nell’ex Agrario di Torre Sansone ma, grazie alla disponibilità del rigattiere, alcuni documenti all’Archivio di Stato. (t.d.r.)