«I fornitori del Comune pagati in dieci giorni»

San Salvo. Tempi da record nel saldare beni e servizi alle imprese e ai privati La sindaca: «Questa è la dimostrazione della solidità finanziaria dell’ente»
SAN SALVO . I fornitori del Comune di San Salvo non devono attendere i canonici trenta giorni fissati dalla legge per ricevere i pagamenti. Per imprese, privati e aziende, che mettono a disposizione della pubblica amministrazione sansalvese beni e servizi, i tempi di attesa sono veramente da record: dieci giorni. «La tempestività dei pagamenti del Comune di San Salvo è la dimostrazione della solidità finanziaria dell’ente», commenta la sindaca Tiziana Magnacca, «a differenza di quanto accade in altri Comuni del territorio dove la media è addirittura di quattro mesi rispetto alla nostra. Ai fornitori diamo risposte e soprattutto certezza nei pagamenti».
Siamo passati dai 26,64 giorni del primo trimestre 2017, ai 14,12 giorni del secondo, per finire ai 10,32 giorni del terzo trimestre. I dati sono pubblicati nella sezione “Amministrazione trasparente – pagamenti dell’amministrazione”. «Tale indicatore è il risultato della media ponderata delle differenze tra la data di pagamento e la data di scadenza», precisano in Comune, dove rivendicano con orgoglio la tempestività nei pagamenti. E non è poca cosa se si tiene conto della crisi economica che penalizza soprattutto le piccole imprese. Quello dei ritardi nei pagamenti è da sempre un’emergenza, soprattutto in questa fase in cui le aziende sono a corto di liquidità. Da qui l’esigenza, da parte del Governo, di mettere dei paletti alla pubblica amministrazione e di fissare in 30 giorni, prorogabili fino a 60 in alcuni casi ben individuati, il termine per i pagamenti. Insomma, il Comune di San Salvo, finito di recente nell’occhio del ciclone per le anticipazioni di cassa da parte del tesoriere, rappresenta da questo punto di vista un esempio virtuoso. I dati sui pagamenti ai fornitori arrivano a distanza di pochi giorni dalla polemica sul disavanzo da un milione e 900mila euro contestato dalla Corte dei conti e che, secondo il Pd cittadino, «è riconducibile ad una gestione affrettata e poco responsabile da parte dell’amministrazione comunale». La sindaca aveva replicato, dal canto suo, che «i conti sono a posto e che le anticipazioni di cassa sono da ricondurre alla Regione che non ha versato le somme utilizzate per le politiche sociali, le manutenzioni e le opere pubbliche». Tant’è che la giunta ha, con una recente delibera, dato incarico al responsabile del servizio contenzioso di individuare un legale da incaricare per il recupero delle somme vantate nei confronti della Regione Abruzzo.
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