I genitori vogliono le carte sulla vulnerabilità del Vico

7 Marzo 2017

Cittadinanza Attiva presenta una richiesta alla Provincia per l’accesso agli atti «Se non rispondono entro un mese denunciamo per abuso d’ufficio»

CHIETI. Un mese di tempo per chiarire, al di là di ogni dubbio, il grado di sicurezza del complesso che ospita i liceo classico Gian Battista Vico e il convitto. Scaduto il mese, se non saranno arrivati i chiarimenti richiesti, corredati dai necessari documenti, si procederà alla denuncia per abuso d’ufficio nei confronti del responsabile dell’ente territoriale competente, in questo caso la Provincia, esattamente come prevedono le linee guida del “Foia”, il “Freedom of Information Act", una legge sulla trasparenza della pubblica amministrazione. Lo assicura Aldo Cerulli, di Cittadinanza Attiva Chieti.

Lo scorso 15 dicembre un gruppo di genitori aveva già presentato l’istanza per chiedere l’accesso agli atti, tra i quali «gli elaborati documentali e grafici finalizzati alla determinazione della vulnerabilità sismica dell’edificio in cui è ubicata la scuola, nonché i rispettivi esiti di valutazione derivanti sia dalle prove dirette eseguite sulle strutture, che dalle propedeutiche verifiche strutturali correlate, eseguite dal professionista incaricato». I genitori chiedevano anche di conoscere la documentazione comprovante l’attuale programmazione finalizzata alla riduzione o all’eliminazione delle vulnerabilità sismiche riscontrate. La Provincia, ente al quale i genitori avevano inviato la richiesta di accesso agli atti, non ha risposto. Ora alcuni di quei genitori si sono rivolti a Cittadinanza Attiva che ha rinnovato la richiesta di accesso agli atti in base al “Foia”, la nuova normativa che facilita i cittadini nel dialogo con le amministrazioni reticenti. La lettera di Cittadinanza Attiva reca la data del 28 febbraio, e c’è da giurarci, che stavolta le risposte arriveranno. Anche perché, in caso contrario, scatterà subito la denuncia per abuso d’ufficio. La lettera è stata mandata, per conoscenza, anche alla Procura della Repubblica di Chieti. La battaglia di Cittadinanza Attiva sulla verifica della vulnerabilità sismica delle scuole viene da lontano, e precisamente dal 31 ottobre 2002, data del terremoto che colpì il Molise causando il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, dove morirono 27 bambini e una maestra. «Abbiamo iniziato a chiedere conto dello stato di vulnerabilità sismica del liceo Vico», spiega Cerulli, «ma estenderemo l’iniziativa a tutte le altre scuole per capire la reale situazione, in maniera che si possano programmare gli eventuali interventi di risanamento. Non vogliamo fare dell’allarmismo, ma resta il fatto che il 60% delle scuole italiane non è in regola con la normativa anti sismica. Vogliamo cercare di sensibilizzare su queste tematiche, affinché si rimettano a posto le scuole». ©RIPRODUZIONE RISERVATA