I lavori rischiano lo stop: il cantiere parte lo stesso

14 Agosto 2018

Piazza San Giustino: l’opera nel Decreto periferie che il governo vuole bloccare Di Primio: «Andiamo avanti e, se necessario, ricorreremo alle carte bollate»

CHIETI. A due giorni dal ferragosto, parte in tutta fretta il cantiere degli scavi archeologici in vista della riqualificazione di piazza San Giustino, una delle opere a rischio blocco nel decreto Periferie. Con le ruspe in piazza, il sindaco Umberto Di Primio lancia la battaglia al governo e chiede aiuto ai parlamentari: «Mi aspetto che l’11 settembre, quando la Camera dei deputati dovrà votare il Decreto Milleproroghe, che i parlamentari, ancor prima del governo, comprendano che non si può sottostare a giochi di uffici ma che bisogna rimanere con i piedi ben saldi sul territorio avendo cognizione che, in 96 città, i cittadini aspettano i lavori di riqualificazione e di rigenerazione urbana». Di Primio, dunque, non solo non si ferma, ma anticipa le opere. E annuncia: «L’amministrazione comunale va avanti con i progetti e i lavori riguardanti il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie». E se il governo dovesse mettersi di traverso, il sindaco non avrà remore a ricorrere alle vie legali: «Faremo di tutto. Andremo avanti anche con la carta bollata», conferma il sindaco, «se necessario, per combattere il pressapochismo di questo governo. Non accettiamo, né il sottoscritto né gli altri 95 sindaci che hanno ottenuto i finanziamenti, che con un colpo di spugna qualcuno cancelli il futuro delle nostre città». Il Comune ha già anticipato delle risorse economiche relative all’opera e ha già fatto richiesta al Ministero per ottenere il 20% delle anticipazioni, «perché a oggi vige la convenzione sottoscritta il 18 dicembre 2017», sottolinea il sindaco, «per altro bollinata dalla Corte dei Conti che ne ha certificato la copertura finanziaria».
Gli 11 milioni che il governo vuole cancellare servono a riqualificare la piazza San Giustino, a fare i lavori di raddoppio del parcheggio di via Gran Sasso, a rifare la scala mobile che nel 2019 verrà bloccata, a realizzare un parcheggio in via Ferri dove la nuova cittadella della pubblica amministrazione ha bisogno di spazi auto e a recuperare l’area della ex scuola Vicentini, ormai inagibile, dove è prevista la realizzazione di un parco tematico.
«Andiamo avanti con quanto progettato perché Chieti merita di avere delle infrastrutture in grado di renderla più vivibile e accogliente», dice Di Primio che ieri mattina ha assistito all’inizio dei lavori coordinati dal responsabile unico del procedimento Ivonne Elia, all’esito dei quali la Soprintendenza rilascerà il proprio parere sul progetto di riqualificazione della piazza. Gli scavi sono sorvegliati dalle archeologhe Paola Riccitelli e Maria Di Iorio. Sino a ieri l’unico problema rilevato è stato quello della perdita d’acqua che verrà subito riparata. (a.i.)
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