I liquami ora creano una palude

La scoperta del canale di bonifica con la salmonella negli scarichi: esposto bis di Nuovo Senso Civico
LANCIANO. Una vera e propria palude di liquami, a poche centinaia di metri dalla centrale a biogas di Villa Pasquini. È sfociato in un nuovo esposto alla Procura di Lanciano il documento-video registrato la mattina di Natale dagli attivisti di Nuovo Senso Civico. Le riprese, della durata di una ventina di minuti, ripercorrono tutta la lunghezza del canale di bonifica in cui sono stati ritrovati centinaia di metri cubi di liquami di incerta provenienza e che però, secondo le analisi effettuate dall’Arta e dall’istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise per conto del Comune di Lanciano, contengono escherichia coli (indicatore primario di contaminazione fecale) in misura pari a 260.000 ufc/100ml, ben 520 volte oltre il limite di legge per le acque costiere e di transizione. Dai campionamenti dei giorni scorsi, l’Arta ha certificato anche la presenza di salmonella della specie Kasenyi. Dati che hanno immediatamente allarmato il Comune che si è affrettato ad emanare un’ordinanza a firma del sindaco, Mario Pupillo, lo scorso 23 dicembre per vietare l’uso irriguo e zootecnico delle acque del canale di bonifica.
Rispetto all’ordinanza del 18 novembre scorso, emanata a seguito della scoperta di un vistoso sversamento di liquido proveniente dalla centrale, che vieta l’uso dell'acqua dei pozzi nell’area circostante l’impianto per un raggio di 500 metri, non è stata evidenziata alcuna correlazione. Ma l’associazione Nuovo Senso Civico ha voluto vederci chiaro. La mattina di Natale alcuni attivisti e il presidente del sodalizio, Alessandro Lanci, sono andati sul posto per ripercorrere a piedi tutto il fosso canale. E proprio nel corso dell’ispezione, all’improvviso, nel mezzo di una fitta boscaglia, la scoperta di un vero e proprio lago di melma, maleodorante e pieno di liquami, alcuni anche fossilizzati. «Una situazione pericolosissima», riferisce Lanci, «perché all’apparenza sembrerebbe trattarsi di un normale terreno boschivo, e invece si tratta di una palude dove si rischia di sprofondare. In alcuni punti il fondo dell'enorme pantano sembra essere superiore a un metro di altezza. Chiunque potrebbe incapparci per sbaglio: cacciatori, perfino bambini o residenti che azzardano una passeggiata nel bosco. Senza contare l’altissimo rischio igienico-sanitario di quei liquami, dove, tra i batteri presenti c’è la salmonella, ma ce ne potrebbero essere anche altri, pericolosi per l’uomo e l’ambiente».
Lanci non si spinge a ipotizzare un nesso di causa-effetto tra lo sversamento della centrale nei terreni circostanti e i liquami nel fosso canale, ma avverte: «Qualcuno dovrà spiegare cosa è successo e come è possibile che abbia sversato liquami in quel punto. Se si tratta di elicotteri che di notte arrivano a Villa Pasquini, o se, come avevamo detto dall’inizio, bisogna indagare a fondo».
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