I maestri laureati scavalcati dai ricorsisti

5 Agosto 2018

Il coordinamento Scienze della formazione primaria: a noi restano le briciole, pronti a protestare

CHIETI. Francesca ha 31 anni e due lauree. Una in Lettere e l’altra in Scienze della formazione primaria. Il suo sogno, divenuto nel tempo della formazione universitaria un vero e proprio obiettivo, è quello di insegnare. Lo ha fatto per un anno, una supplenza di 12 mensilità, ma adesso il suo posto in graduatoria è messo a rischio da centinaia di quelli che in gergo sono chiamati “ricorsisti”. Persone che, sulla base di ricorsi al Tar e di sentenze del Consiglio di Stato, non sono laureate e si sono approcciate al mondo dell’insegnamento grazie a un semplice diploma di scuola magistrale conseguito prima dell’anno scolastico 2001-2002. È la beffa delle cosiddette Gae, graduatorie a esaurimento, che vede abilitati all’insegnamento con riserva i diplomati che, sull’onda dei ricorsi, di fatto scavalcano i laureati nell’acquisizione delle cattedre e nella copertura di posti. E per completare la farsa ci si è messo anche il governo che, con l’emendamento 4.24 del Decreto dignità, introduce un concorso straordinario per dirimere l’annosa questione, che di fatto però esclude i laureati in Scienze della formazione degli ultimi due anni (dal luglio 2016) perché sono necessarie due annualità di servizio che i ragazzi non possono aver maturato in così poco tempo. Porte spalancate quindi ai diplomati, con tanto di riserve. «La nostra», spiega Francesca a nome di un coordinamento nazionale che più volte è andato a protestare a Roma, «non è una battaglia tra diplomati e laureati. Semplicemente vorremmo veder riconosciuti i tanti anni di studio svolti e vorremmo una scuola di merito e di qualità». Qualità è la parola d’ordine per il coordinamento Scienze della formazione primaria nuovo ordinamento, che solo in Abruzzo conta centinaia di adesioni. Perché oltre la metà delle Gae della provincia di Chieti che saliranno o sono già salite in cattedra nelle scuole materne ed elementari, non sono laureati. Qualche numero: i diplomati per la primaria sono 714 di cui il totale delle “riserve”, ovvero chi ha fatto ricorso, ammonta a 542. Di queste le riserve con meno di 60 punti sono 531. Sono quelli che, in base ai punteggi, sono over 40, diplomati alle magistrali, ma che nella vita hanno fatto altro, mestieri che nulla hanno a che vedere col mondo della scuola. E i laureati, spesso con doppia laurea, in materie specifiche per l’insegnamento come Scienze della formazione primaria che fine fanno? «Siamo in fondo in fondo alle graduatorie», spiega Francesca, «ci dobbiamo accontentare delle briciole e dei posti non coperti da chi ci precede in graduatoria. Molto probabilmente, visto che la questione è congelata fino a settembre, anche quest’anno siamo costretti a stare al palo». Eppure Scienze della formazione primaria è un corso di laurea nato e ritagliato proprio sulle effettive esigenze delle scuole. All’Aquila il corso di studi è infatti a numero chiuso. Si accolgono solo 250 studenti ogni anno e bisogna sostenere un test d’ingresso. «A settembre andremo a protestare anche all’Aquila», aggiunge Francesca, «che senso ha fare il test se poi non c’è la possibilità di accedere alle cattedre?». Il coordinamento provinciale e abruzzese fa appello a tutti i parlamentari eletti in Abruzzo: «Aiutateci a garantire ai nostri figli una scuola efficiente e di qualità».
Daria De Laurentiis
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