I mercati ai privati per mille euro l’anno

La proposta oggi in Consiglio, ma il Comune s’impegna a dare al gestore 20mila euro per l’attività
VASTO. Il privato versa al Comune un canone annuo di mille euro per il mercato di Santa Chiara, mentre l’ente si impegna ad erogare al concessionario una somma di 20mila euro l’anno quale contributo per le spese di gestione. È uno dei passaggi-clou della proposta di delibera che viene sottoposta oggi all’attenzione dell’assemblea civica chiamata ad approvare la “esternalizzazione” di due strutture di proprietà comunale: il mercato di Santa Chiara e il mercato ittico di Punta Penna. Le opposizioni, che parlano di «un affare per i privati», affilano le armi, convinte come sono che sta per ripetersi un altro clamoroso errore ai danni della collettività, come è già successo con il parcheggio multipiano di via Foscolo, dato in concessione per trent’anni all’impresa che realizzò la struttura, in cambio del versamento di un canone mensile di soli mille euro.
«Pensare di dare in gestione il mercato chiedendo solo mille euro l’anno e, contribuendo per di più, alle spese di gestione con il versamento di 20mila euro l’anno è pura follia», attacca Massimo Desiati, capogruppo consiliare di Progetto per Vasto che nelle scorse settimane aveva protestato, insieme al collega Etelwardo Sigismondi (Fratelli d’Italia), per la genericità del provvedimento. Critiche che indussero l’amministrazione a ritirare il punto all’ordine del giorno per poi ripresentarlo in aula dopo la discussione in commissione. «Anche in questo caso c’è stata una clamorosa marcia indietro», afferma Desiati, «rispetto al precedente provvedimento, che era una totale delega in bianco, ora si entra nei contenuti. Si è evitata una forzatura, ma restano tantissime perplessità. Il mio voto è contrario», conclude il consigliere comunale. Fin qui le minoranze.
L’amministrazione comunale ha deciso di esternalizzare i due mercati «per una migliore razionalizzazione anche attraverso tempi di apertura diversi e maggiori nell’interesse dei consumatori e per una sensibile diminuzione dell’ammontare della spesa corrente». Proprio per incentivare la concessione il Comune ha previsto un contributo di 20mila euro l’anno «quale compenso per un miglior funzionamento del mercato». Oltre a riscuotere le tariffe e a farsi carico dei costi di esercizio e per la manutenzione ordinaria, l’assegnatario «dovrà procedere a effettuare ulteriori interventi e investimenti per adeguare alle norme vigenti la parte sottostante del mercato attualmente adibita alla vendita dei prodotti provenienti dalla pesca». La concessione, della durata di dieci anni, verrà affidata ricorrendo a una procedura di gara con l’aggiudicazione a chi presenterà l’offerta economicamente più vantaggiosa. Il mercato di Santa Chiara e il mercato ittico di Punta Penna non sono gli unici punti all’ordine del giorno: in discussione anche l’istituzione di una commissione di studio per il dissesto idrogeologico del territorio e di una task force per la messa in sicurezza del muro di contenimento di Palazzo D’Avalos.
Anna Bontempo
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