I misteri del Chietino già risolti con il Dna: dal fotografo Valerio D’Ettorre al clochard

È servito l’esame del Dna per risolvere il giallo delle ossa trovate sulla Maiella, a 2.450 metri d’altezza, da un turista lombardo il 17 agosto 2020. Quei resti, come accertato dopo circa un anno di...
È servito l’esame del Dna per risolvere il giallo delle ossa trovate sulla Maiella, a 2.450 metri d’altezza, da un turista lombardo il 17 agosto 2020. Quei resti, come accertato dopo circa un anno di studi e analisi, appartengono a Valerio D’Ettorre (nella foto), il fotografo teatino sparito nell’ottobre 2015. Dallo scheletro – rimasto esposto alle intemperie, in alta montagna, per ben cinque anni – non è stato facile estrarre il profilo genetico. Peraltro, per confrontare il Dna è stato necessario riesumare il corpo della madre di D’Ettorre, Maria Potere, morta nel 2015, un paio di settimane prima della sparizione di Valerio. E l’esame del Dna ha consentito di dare una paternità certa anche allo scheletro trovato a San Giovanni Teatino il 27 febbraio 2021, a una trentina di metri dal fiume Pescara: appartiene all’ortonese Giuseppe Nello Isola, senzatetto per scelta, ucciso probabilmente da un malore.

