I negozi tra crisi e speranza «Ora riportiamo gente in centro»

3 Gennaio 2019

Alla vigilia degli sconti, gli esercenti chiedono un cambio di passo al Comune: «Mai più città deserta» Operatori pronti ad accogliere i clienti in cerca dell’affare, ma si teme che la neve paralizzi le strade

CHIETI. Negozianti indaffarati per preparare al meglio l’arrivo dei saldi. Conto alla rovescia in vista di sabato prossimo quando parte ufficialmente la stagione delle svendite invernali. L’incognita, però, si chiama neve. Tutti hanno visto le previsioni e temono il ripetersi della terribile stagione invernale del 2017 quando le precipitazioni nevose bloccarono Chieti e l’intera regione. Per il resto ci si prepara agli affari, sperando siano tanti.
CHIETI ALTA: RESISTIAMO. Entriamo nello storico negozio di tessuti Ruffini. Marcello Ruffini lo gestisce in via Spaventa dal 28 ottobre del 1968. Prima ancora suo padre lo gestiva in corso Marrucino 22, alle spalle di palazzo d’Achille. «A quei tempi, nel primo giorno di saldi», ricorda Ruffini, «la gente si metteva in coda ad attendere fuori dal negozio. La fila arrivava fino al teatro Marrucino. Avevamo molti commessi e nei primi giorni di saldi c’era super lavoro per tutti. Erano altri tempi. Ora siamo rimasti l’unico negozio di stoffe e tessuti in città e anche nei dintorni. Spesso qualcuno ci chiama da Pescara per chiedere se vendiamo ancora stoffe e tessuti perché anche a Pescara non ci sono più negozi di questo tipo. Ma noi resistiamo». A pochi metri da Ruffini, sempre in via Spaventa, c’è La Parfumerie di Anna Maria Buccella: «Ci inventiamo di tutto per soddisfare i clienti e devo dire che, seppure a fatica, ci riusciamo», dice la proprietaria secondo cui a far paura adesso non è tanto la grande distribuzione che la fa da padrona nella vallata, ma soprattutto le vendite on line. «Non ci possiamo fare nulla, noi però abbiamo una clientela affezionata. Certo che se in città girasse più gente, allora si potrebbe tirare avanti meglio. Noi ce la mettiamo tutta, ma anche l’amministrazione dovrebbe fare qualcosa».
C’È ANCHE OTTIMISMO. Ma tra i commercianti del centro storico non c’è soltanto chi pensa che la città alta si sia ormai inesorabilmente svuotata e che fare commercio in centro sia diventato ormai un’impresa troppo ardua e difficile. Walter Di Leo di negozi, tra via Pollione e corso Marrucino, ne ha aperti ben tre: «Le cose non vanno male», assicura, «e le vendite di questo periodo natalizio sono andate leggermente meglio di quelle dello scorso Natale. Anzi mi sento di ringraziare la mia clientela che è venuta anche da lontano per acquistare nel mio negozio. Adesso aspettiamo i saldi ma speriamo che tutti quanti siano corretti. Perché è vero che le date degli sconti sono anacronistiche e che il periodo andrebbe rivisto, ma è anche vero che comunque ci sono delle regole che, quindi, dovrebbero valere per tutti. Non solo per i piccoli negozi, anche per i grandi. Servirebbero, cioè, dei controlli seri anche nei grandi centri commerciali». Regna l’ottimismo anche nel negozio di abbigliamento Sandro Ferrone in corso Marrucino: «Le vendite natalizie sono andate meglio dell’anno scorso e dunque ci aspettiamo un periodo di saldi migliore di quello precedente», dice la proprietaria Maria Teresa Sbaraglia. «È vero, qui a Chieti ci sono molti problemi logistici, a cominciare dal parcheggio, ma io ho clienti che comunque arrivano anche da Pescara per compare da me. L’unica incognita ora resta la neve».
LA GRANDE DISTRIBUZIONE. Al centro commerciale da 20mila presenze in media al giorno fervono i preparativi per l’arrivo dei saldi. «Sicuramente ci sarà tanta gente», dice Giulia Turilli che al Megalò gestisce uno dei mercatini di Natale. «Durante queste feste sono arrivati visitatori anche da fuori regione, ad esempio da Campobasso e Foggia: prima tappa era la colazione, poi giro tra i negozi, pranzo al piano di sopra, cinema e poi ripartivano. Non si riesce a capire come mai non si riesce a creare un collegamento con Chieti alta: se le proposte fossero allettanti, non dovrebbe essere difficile passare dallo shopping alla cultura». «Arriverà sicuro molta gente affezionata al nostro marchio», dice infine Mirco Pollini, del negozio Nike al Megalò, «per noi è stato un anno positivo, sicuramente migliore del 2017 partito con la neve che ha bloccato tutto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA