I negozianti: penalizzati dai lavori troppo lunghi

Il progetto non prevedeva i sottoservizi, ma le tubature sono tutte da rifare «Rischiamo disagi anche sotto Natale». Il Comune: servono solo 10 giorni in più
LANCIANO. «Hanno rifatto i marciapiedi così com’erano senza abbattere le barriere architettoniche e costringendoci, per un mese e mezzo, a fare i salti mortali per far entrare i clienti nei negozi». Protestano i commercianti di corso Bandiera dove, dal 24 settembre, sono in corso i lavori per l’adeguamento e la messa in sicurezza dei marciapiedi. Interventi da 200.000 euro che, come spiegato dall’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna all’apertura del cantiere, «sono parte del restyling del corso vecchio e puntano a eliminare le barriere architettoniche».
LE PROTESTE. «Nel progetto non era previsto di rifare le tubature: dopo oltre 30 anni credevano di trovare tubi intatti?», si chiedono i commercianti, «questi lavori non previsti portano via altro tempo: rischiamo di chiudere se i lavori non finiscono entro Natale». E ancora: «Toglieranno alcuni parcheggi alla fine del Corso per creare un passaggio per i diversamente abili: continuano a penalizzarci». Nella parte finale della strada, dove c’erano degli scalini che non permettevano a disabili e carrozzini di scendere, non sono stati creati degli scivoli, bensì sono stati rifatti i marciapiedi con gli stessi gradini lasciando perplessi cittadini e commercianti. «Siamo stati penalizzati», rimarcano gli esercenti, «perché è tutto come prima, con la differenza di aver avuto disagi per oltre un mese. Alcuni negozi non hanno gli scivoli laterali che, a ben vedere, sono pure pericolosi perché fanno sbucare le carrozzine direttamente in strada. Poi si è perso tempo per le tubature: non avevano previsto nel progetto di rifare i sottoservizi. Assurdo». «Speriamo che questi ritardi non rovinino il mese di dicembre», dice Anna Bendotti, presidente dell’associazione che riunisce le 52 attività di corso Bandiera, «perché per noi è vitale. È quello in cui dovremmo incassare e vedere invece gli accessi ai negozi chiusi, per lavori previsti da quasi due anni, sarebbe drammatico». «I lavori presentano dei problemi», evidenzia Renato Zulli, vice presidente dell’associazione, «oltre alle tubature non previste, hanno sistemato dei cordoli che chiudono gli accessi ai vicoli 3 e 6. Poi, visto che nel 2017 non devono esistere più barriere architettoniche, avevamo proposto di accorciare i marciapiedi, molto larghi alla fine della via, per ricavare gli scivoli per i disabili. Invece il progetto comunale ha creato un percorso accanto alla strada che eliminerà dei posti auto».
IL COMUNE. «Non si potevano fare gli scivoli sui marciapiedi perché avrebbero avuto una pendenza maggiore dell’8%, e quindi erano pericolosi» risponde alle critiche Verna. «Abbiamo previsto», continua l’assessore, «a partire dall’inizio degli scalini, accanto ai marciapiedi, sulla strada, una fascia di 90 centimetri riservata ai disabili e ai carrozzini. Toglieremo quattro posti auto ma è necessario per motivi di sicurezza. Inoltre dall’inizio di via Renzetti fino alla fine del Corso i marciapiedi non avranno scalini ma piccoli scivoli, creati accanto ai negozi, per permettere alle persone e ai disabili di attraversare in sicurezza». Per quanto riguarda i ritardi causati dai lavori ai sottoservizi Verna spiega che porteranno via solo 10 giorni in più «anche se la ditta», precisa, «per recuperare tempo sta lavorando fino alle 19. La fine dei lavori è prevista per il 31 dicembre, ma speriamo di non andare oltre il 15». Speranza condivisa dai 52 commercianti di corso Bandiera.
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