I nonni raccontano la Squilla ai bambini
Iniziativa oggi dalle 17 alle 19.30 in piazza Pace in attesa della ricorrenza di domani con il vescovo
LANCIANO. Torna domani dopo due anni tribolati con lo stop per il Covid e le modifiche a riti e percorsi tradizionali, l’appuntamento con la Squilla, il Natale dei lancianesi. La plurisecolare tradizione del 23 dicembre che intreccia fede e folklore, oggi avrà anche un “prologo” in piazza Pace. Se domani, come ricordato dall’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, «tutto avverrà secondo tradizione», oggi quella tradizione sarà raccontata dai nonni ai bambini. Si chiama “Aspettando la Squilla di Natale- musica e tradizioni”, la manifestazione organizzata dall’associazione culturale “Ridendo e scherzando” e dal centro New Crazy Lab che unirà dalle 17 alle 19.30 in piazza Pace gli alunni delle scuole primarie di Lanciano e i nonni ricordando la Squilla. Con canzoni e poesie legate al 23 dicembre lancianese, in collaborazione con l'artista Momo, (Simona Cipollone) si racconterà come si svolgeva in passato la festa, ad esempio il baciamano al capo famiglia, al termine del suono della piccola campana in cima alla torre civica che suona ogni mattina alle 8 ma che la sera del 23 ha un sapore particolare e diventa speciale, oppure l’accensione di un “ceppo”, un pezzo di tronco di albero molto grande che doveva durare nel focolare fino all’Epifania. Al termine ci sarà la consegna ai partecipanti di un simbolo della Squilla.
Che tornerà alla tradizione dopo due anni difficili con il Covid che ha cancellato processione e strette di mano. Alle 15 ci sarà la messa del vescovo al cimitero, nella chiesa del nuovo blocco aperta il 1° novembre scorso, poi alle 16 in piazza Plebiscito il pellegrinaggio, fiaccole alla mano, verso la chiesa di Santa Maria della Conicella, un cammino di penitenza che ricorda quello di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme voluto nel 1589 dall'arcivescovo Paolo Tasso. Alle 17 c’è il messaggio del vescovo all’Iconicella e si riparte per il ritorno in piazza poco prima delle 18, quando iniziano i rintocchi della Squilla.
Alle 19, al suono della piccola campana in cima alla torre civica che dà un messaggio di perdono, riconciliazione, fede e speranza si unisce quello a festa di tutte le campane della città e delle contrade e il rito che da oltre quattro secoli scandisce l’antivigilia di Natale si diffonde nelle case dei lancianesi, oltre che in piazza dove potranno tornare abbracci e strette di mano.
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