I piromani bruciano 40 ettari di foresta

11 Settembre 2017

Rogo doloso al bosco di Vallaspra: le fiamme lambiscono il centro abitato. Il sindaco Borrelli: «Un gesto ripugnante»

ATESSA. Brucia il bosco di Vallaspra, tra Selvuccia e Campo Boario. Le fiamme lambiscono quasi il quartiere Santa Croce. Chiusa per ragioni di sicurezza la circonvallazione che va dal parcheggio dei pullman al bivio di Sant’Antonio, chiusa anche la strada provinciale Atessa-Tornareccio. Ingente il danno ambientale: bruciati oltre 40 ettari di bosco e macchia mediterranea. Nel pomeriggio arriva la pioggia a completare il lavoro di vigili del fuoco, carabinieri forestali, polizia municipale, volontari della Protezione civile e dell’Ana. L’origine dell’incendio, scoppiato sabato sera, è dolosa. Sul posto vengono ritrovati diversi inneschi.
L’odore acre e il riverbero delle fiamme nel cielo notturno mette in apprensione un’intera cittadina e i recenti incendi che hanno aggredito e divorato il Morrone si concretizzano, come un freddo incubo, ad Atessa. L’area del bosco di Vallaspra non è nuova a incendi, il più esteso dei quali, almeno recentemente, si ebbe negli anni ’80. Dopo quell’evento nefasto fu deciso un complesso e costoso rimboschimento che aveva restituito alla zona quasi il suo naturale splendore. Sono queste giovani piante ad andare in fumo. I primi focolai si sono sviluppati tra le 21 e le 22 di sabato. All’allarme rispondono i vigili del fuoco di Casoli e Ortona che, verso le 2, riescono ad avere la meglio sulle fiamme. È il cambio di vento non solo ad alimentare i focolai che covavano sotto cenere, ma anche a trasportare le faville di oltre 50 metri. Partono così nuovi inneschi, imprevisti e virulenti. La situazione nel giro di pochi minuti peggiora. I vigili del fuoco riprendono la loro azione di contrasto alla fiamme e sul posto si portano anche volontari dell’Ana (associazione nazionali alpini) di Atessa, Montazzoli, Villa Santa Maria e Casalanguida. Il sindaco Giulio Borrelli, presente sul posto fin dal primo focolaio, torna sul fronte del rogo. Verso le 5 le fiamme illuminano la zona creando un triste cupo contrasto con le prime luci dell’alba. È a questo punto, considerata la gravità della situazione, che Borrelli si mette in contatto prima con la Protezione civile regionale, quindi con il presidente della Regione e infine con la sede centrale della Protezione civile, a Roma. L’appello del sindaco viene accolto e sul posto arrivano due Canadair, in aiuto dell’elicottero dei pompieri Drago 54. I mezzi aerei fanno la spola con il lago di Bomba, non lontano, mentre i volontari e i vigili del fuoco intervengono sul terreno. «Abbiamo avuto due rischi», afferma Borrelli, «che le fiamme aggredissero l’altra parte del bosco, quello verso il convento di San Pasquale, e che interessassero la discarica di Selvuccia. Entrambe le evenienze avrebbero comportato danni naturalistici e ambientali incalcolabili. Per arginare il grave problema abbiamo deciso di fare dei “tragitti” taglia-fuoco così da limitare quanto più possibile il percorso delle fiamme. È comunque un danno enorme al patrimonio boschivo e ambientale. Esecrabile è l’azione di coloro che attentano alla natura e alla pubblica incolumità».
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