I profughi colorano gli sportelli delle cassette del gas

12 Settembre 2015

SCHIAVI DI ABRUZZO. Passeggiando tra le stradine del centro storico di Schiavi d’Abruzzo è possibile ammirare le opere eseguite sugli sportellini delle cassette di ferro che contengono i contatori...

SCHIAVI DI ABRUZZO. Passeggiando tra le stradine del centro storico di Schiavi d’Abruzzo è possibile ammirare le opere eseguite sugli sportellini delle cassette di ferro che contengono i contatori del gas. Si tratta di opere di Street Art realizzate dai giovani migranti ospiti nel Centro di accoglienza temporanea del paese, gestito dalla cooperativa sociale Matrix.

«Il contrasto tra antico e moderno, tra il paese che conserva tracce medievali e i colori vivaci e stridenti di matrice espressionista è il risultato di un connubio incantevole che arricchisce il borgo. La tecnica utilizzata è la marmorizzazione che consente di disegnare sull’acqua mediante colori oleosi che sorprende e incanta con i suoi aspetti inaspettati. L’intervento pittorico che si realizza mette in forma esperienze emotive, espressioni di stati d’animo. Le cassette del gas dopo essere state smontate vengono immerse nell’acqua e il colore ne rimane impresso. L’acqua come metafora di vita, morte e rinascita, sottolinea quindi diversi aspetti della condizione umana di chi come loro è sopravvissuto alla traversata del Mediterraneo, un lungo viaggio sfidando le insidie del deserto e poi del mare per arrivare sulle nostre coste con sogni e incertezze in cerca di un domani».

Ai lavori partecipano attivamente anche cinque ragazzi, tre ghanesi e due ivoriani, arrivati da pochi giorni dopo essere approdati a Ortona nascosti nella stiva di un convoglio partito dalla Costa d’Avorio. «Un’iniziativa importante e significativa», sostengono gli organizzatori, «che riduce le distanze e coinvolge con una sensibilità nuova: un’occasione di incontro e scambio tra le strade, nelle case degli abitanti che invitano i ragazzi immigrati a fermarsi per sorseggiare un caffè.

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