I ragazzi del Mattioli: «Non c’è un posto per noi»

Dall’ex mercato coperto al centro culturale Aldo Moro: ecco cosa manca Consegnate al sindaco 600 firme per avere anche una sala cinematografica
SAN SALVO. Vorrebbero un luogo di ritrovo “sorvegliato” dove poter guardare un film, intrattenersi in attività ludiche, stuzzicare qualcosa o semplicemente trascorrere un pomeriggio al caldo, facendo nuove conoscenze. A chiederlo è un gruppo di studenti dell’Istituto di Istruzione superiore “Mattioli” di San Salvo, che si è fatto interprete delle esigenze di tanti giovani della città. «La maggior parte degli adolescenti trascorre il sabato sera in piazza, cenando in uno dei locali cittadini e passando la serata sulle panchine della villa comunale», è lo spaccato che emerge dal racconto degli studenti, «i giovani dai 20 anni in su, decidono di passare il sabato sera fuori San Salvo, nella limitrofa Vasto, ad esempio. E, sfortunatamente, anche ragazzi di età inferiore stanno scegliendo spesso questa alternativa alla piazza di San Salvo. L’esigenza comune dei ragazzi di questa città è, dunque, avere un luogo di ritrovo sorvegliato». Un problema che è già stato sollevato in passato da due studentesse della “Salvo D’Acquisto” di San Salvo, che consegnarono alla sindaca Tiziana Magnacca, una raccolta di 600 firme per l’apertura di una sala cinematografica, facendo presente in quella occasione il problema riguardante l’assenza di luoghi di ritrovo per ragazzi. Un problema che ora viene rilanciato dagli studenti del Mattioli. «La sindaca allora promise di concederci il locale del mercato coperto di piazza Amendola, attualmente libero, dopo l’occupazione temporanea dello stesso da parte degli uffici comunali per la ristrutturazione del municipio di piazza Papa Giovanni XXIII», ricordano gli studenti, che rinnovano l’appello all’amministrazione comunale affinché si faccia carico delle loro esigenze. «Il problema sollevato dai ragazzi, che ho incontrato, troverà risposta in un progetto che è all’esame della giunta», spiega la sindaca, «la nostra intenzione è quella di creare uno spazio aperto, un luogo dotato di computer e altre attrezzature, dove giovani e adolescenti possono non solo incontrarsi, ma svolgere anche delle attività e dei laboratori. Si tratta di un progetto molto articolato che vorremmo realizzare in alcune stanze del Centro Culturale Aldo Moro, che dovrebbero liberarsi a breve. Ci sembra un posto adeguato. All’inizio avevamo individuato altri locali, ma poi abbiamo avuto un ripensamento».

