I ragazzi delle scuole decorano la città disegnando murales

Guardiagrele. Iniziativa di Comune, scuole e coop Matrix L’assessore Zulli: i ragazzi protagonisti di arte e cultura
GUARDIAGRELE. Nei giorni scorsi è partito il progetto “Comunichiamo con gli occhi” nato da una proposta del consiglio comunale dei bambini e grazie ad una collaborazione tra il Comune, gli istituti scolastici e la cooperativa Matrix. Il titolo di questa iniziativa è indicativo, in quanto i ragazzi sono invitati a dare sfogo alla loro creatività attraverso l’arte dei graffiti e dipinti sui muri della città. «I ragazzi», spiega l’assessore comunale alle politiche sociali Inka Zulli, «seguiti dall’artista pescarese Matteo Liberi, sono chiamati a realizzare dei murales: il percorso artistico didattico del progetto è mirato infatti a sfatare il mito del “graffito”, stabilendo le giuste differenze tra chi i muri li abbelisce e chi invece li deturpa. In questo modo, attraverso l’arte, vogliamo principalmente andare contro il vandalismo e decorare al meglio la nostra città, rendendo i ragazzi protagonisti di un cambiamento innanzitutto sotto il profilo culturale, chiamando in causa l’arte». Zulli precisa che sono circa 110 i ragazzi delle scuole che hanno aderito all’iniziativa, sopratutto grazie al grande entusiasmo esternato dalle dirigenti dei due plessi scolastici della città, Alba Del Rosario e Daniela Marsibilio. «I professori di riferimento sono molto ottimisti» ha affermato Zulli, «hanno organizzato l’intero lavoro e stanno guidando gli alunni nel progetto formativo e culturale, insieme ad altri dieci giovani ospiti del locale centro di accoglienza Sprar, i quali sono seguiti da un tutor al fine di favorire l’integrazione attraverso l’attività artistica e collaborativa con gli altri ragazzi». Zulli ha precisato che la realizzazione dei murales è iniziata nel cortile della scuola dei Cappuccini con la riproduzione dello stemma del Comune di Guardiagrele e il progetto si concluderà invece con la realizzazione di un grande graffito nella piazzetta della torre dell’acquedotto, vicino al campo di calcetto della pineta di piazza Garibaldi. «Questo ultimo murales», continua Zulli, «presenterà un disegno che avrà un compito complesso, quello di comunicare, attraverso i simboli, la forza e la bellezza l’unione tra le molteplici diversità, siano esse culturali, religiose o di altra natura. Il progetto», evidenzia Zulli, «assume chiaramente una valenza particolare, soprattutto in questo periodo, in cui i murales vanno a rappresentare sempre di più un modo originale per comunicare le proprie visioni sulla società o su argomenti specifici e vengono così utilizzati per promuovere la riqualifica di zone degradate o di periferia di grandi e piccole città. Va infine sottolineato che con questa iniziativa si vuole offrire ai ragazzi la possibilità di lasciare un messaggio indelebile per la loro città e per loro stessi».
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