I resti dell’incendio accessibili e a cielo aperto

13 Agosto 2015

CHIETI. La discarica illegale di rifiuti di colle Sant’ Antonio è andata in fumo nella notte tra il 27 e il 28 luglio. A distanza di circa un mese, il 24 luglio scorso, il sindaco Umberto Di Primio...

CHIETI. La discarica illegale di rifiuti di colle Sant’ Antonio è andata in fumo nella notte tra il 27 e il 28 luglio. A distanza di circa un mese, il 24 luglio scorso, il sindaco Umberto Di Primio ha emesso una ordinanza comunale che imponeva a Domenico Leombruni, amministratore della Serveco, titolare della prima autorizzazione allo stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali, di mettere in sicurezza l’area, dandogli 15 giorni di tempo per portare a termine l'operazione. Se il privato non avesse ottemperato ai suoi obblighi, l’ordinanza prevede che sarebbe stato il Comune ad intervenire in sostituzione, rivalendosi economicamente su di esso. Le due settimane concesse facevano pensare che il sindaco Di Primio volesse muoversi in fretta. Ma i 15 giorni sono passati e nulla è cambiato. «Mi sono recato personalmente allo scadere del quattordicesimo giorno nella discarica», ha detto Marcello Marino, presidente dell’associazione “Amici del colle”, «e ho visto che tutto è rimasto uguale. Tra l’altro non ci sono protezioni, il sito è completamente accessibile e c’è anche uno sversamento d’acqua. Noi residenti avevamo chiesto almeno un telo per evitare il più possibile il disperdersi della cenere».