I revisori: Teateservizi va chiusa troppe tasse e multe non riscosse

Il collegio lancia l’allarme sulle entrate e suggerisce il cambio di rotta: «Il Comune riprenda il servizio» Il verbale domani in consiglio insieme al bilancio: «Criticità già segnalate a Procura e Corte dei conti»
CHIETI. Trentuno milioni di bollette mai pagate dai contribuenti da riscuotere, bilanci non presentati, lavoratori mai stabilizzati e vertici messi in discussione. Teateservizi, la società comunale che si occupa principalmente di riscossione, torna al centro dell’attenzione nel momento in cui arriva in consiglio comunale il voto sul bilancio. All’ordine del giorno della seduta di domani c’è infatti l’approvazione del bilancio di previsione 2020-2022, accompagnato dal parere positivo dei revisori dei conti. Ma nel dare parere positivo, il collegio torna a ribadire che la società pubblica andrebbe chiusa. A pagina 36 della relazione, Angelo Palombizio, Alfonso Di Sabatino Martina e Luciana Cunicella scrivono: «Il collegio rinnova l’invito a porre in essere le attività propedeutiche alla reinternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi o, in alternativa, all’individuazione di un nuovo concessionario della riscossione». Insomma, per i revisori, Teateservizi va chiusa, e il servizio di riscossione va gestito internamente dal Comune o, addirittura, dato a un nuovo gestore. I revisori lamentano anche la mancata pubblicazione dei bilanci e le «criticità amministrative e gestionali trasmesse alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti».
Nell’ultima assemblea di Teateservizi, la società (socio unico il Comune) si è bloccata di nuovo davanti all’approvazione del bilancio d’esercizio 2018. L’amministratore Massimo Marchetti sembra trattenuto da alcuni rilievi del collegio sindacale in relazione a poste di dare e avere che non corrispondono. Ma si tratterebbe solo di piccoli importi. Inoltre, da più di un mese a capo della struttura tecnica di Teateservizi non c’è più nessuno: il direttore Antonio Barbone, oggetto più volte di critica da parte del sindaco Umberto Di Primio, è stato messo in ferie forzate fino a scadenza di contratto. Barbone, però, sul settore tributi ha sempre presentato dati che parlano di una società che sta recuperando efficienza. Soprattutto per quanto riguarda la riscossione. Sulla riscossione ordinaria, infatti, Chieti non si discosta dal dato nazionale, che attesta tra il 75 e l’80 la percentuale di chi paga subito le bollette. Sul recupero del non pagato, invece, Barbone – arrivato a Teateservizi nel 2016 - era riuscito a raddoppiare la cifra delle somme rientrate nelle casse del Comune. Nei report della società pubblica si trova scritto, infatti, che nel 2015 Teateservizi aveva recuperato 2 milioni e 200mila euro, mentre nel 2018 la quota era salita a 4 milioni e 600mila euro. Oltre il doppio.
In questa situazione si inserisce la questione dei lavoratori beffati. Sono proprio i 17 dipendenti del settore tributi: avevano vinto un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato, ma sono ancora a lavoro da precari. Nonostante il tempo delle proroghe sia ormai scaduto. Sulla loro stabilizzazione si è scatenata anche una guerra politica. Ma al momento non c’è stato nulla da fare.

