I ristoratori: meno tasse e ora puntiamo sull’asporto

Katia Di Pasquale dell’Altro Pianeta: «I nuovi servizi stanno funzionando molto bene» Niki Sprecacenere di Sprecacè: «Temiamo un nuovo stop, non potremmo sopportarlo»
CHIETI. «Stavamo appena digerendo la notizia della riapertura fissata al 18 aprile, quando il governo ci ha ripensato e l’ha spostata al primo giugno. Siamo rimasti a dir poco demoralizzati». La retromarcia del governo sulla ristorazione spiazza i gestori. Katia Di Pasquale, proprietaria della pizzeria L’altro Pianeta, teme per i «tanti obblighi e le incombenze a cui ci dovremo adeguare prima di riaprire. E», aggiunge, «quando potremo finalmente ricominciare, lo spazio sarà sicuramente più dimezzato». Per fortuna che i clienti affezionati hanno continuato a ordinare le sue pizze: «Il servizio a domicilio e quello di asporto stanno funzionando molto bene», spiega, «per noi è comunque un lavoro diverso, anche più faticoso».
Niki Sprecacenere, insieme al fratello Manuel, gestisce il wine bar Sprecacè, in un vicoletto affacciato lungo corso Marrucino. Famoso per i suoi aperitivi cucinati, lo Sprecacè, aperto da 3 anni, è stato una scommessa vinta: «Sì, andavamo bene prima del coronavirus», conferma Niki, «adesso stiamo valutando la possibilità di attivare il servizio di asporto, ma temiamo un nuovo stop dovuto al riacutizzarsi dei contagi. Non potremmo sopportarlo. Per ripartire abbiamo bisogno di meno tasse, con le 600 euro del governo non ci pago neanche la bolletta della luce. Devo invece ringraziare il proprietario del locale che ha subito fatto slittare l’affitto».
Dello stesso avviso anche Pierluigi Balbinot che gestisce il pub Malto & Co al Chieti alta, zona Santa Maria, e la braceria Carneria allo Scalo, zona Madonna delle Piane: «Siamo chiusi dall’8 marzo, ma già da gennaio c’è stato un calo. Ma intanto le bollette arrivano. Fra i due locali escono migliaia di euro al mese. Chiediamo di abbassare la tassa sui rifiuti, d’altronde sono tre mesi che non lavoriamo e non abbiamo prodotti immondizia, e anche la tassa di occupazione del suolo pubblico, per poterci allargare fuori dal locale con i tavolini. Vorremmo ripartire con l’asporto, noi produciamo anche birra con i nostri marchi Antica birreria degli Abruzzi e Postribolo; bisogna capire, però, se il gioco vale la candela».
Intanto, per sostenere il settore, Confartigianato Chieti L’Aquila ha lanciato l’iniziativa “Quartiere mio” con l’obiettivo di valorizzare il commercio di vicinato.
“Quartiere mio” consiste infatti in una piattaforma online che raccoglie gli esercizi artigianali e commerciali di vicinato che effettuano lavori e consegne a domicilio. «Gli artigiani, le piccole imprese e le piccole attività commerciali dei centri urbani», spiegano il presidente e il direttore dell’associazione, Francesco Angelozzi e Daniele Giangiulli, «in queste settimane di emergenza stanno dimostrando tutta la loro forza e stanno tenendo duro. Noi abbiamo cercato di sostenerli con questa iniziativa, che offre servizi a tutti i cittadini».
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