I sindacati incontrano Pilkington sulla fusione con Primo e Bravo

Riunione ieri mattina delle segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sull’incorporazione dei due stabilimenti Chiesti ulteriori chiarimenti in vista della convocazione delle assemblee dei lavoratori per la ratifica
SAN SALVO. Riunione ieri mattina alla Pilkington fra i rappresentanti sindacali e le rsu di fabbrica di Filtcem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, e Ugl-Chimici in rappresentanza dei lavoratori degli stabilimenti Pilkington, Bravo e Primo, per discutere dell'annuncio di fusione delle tre aziende fatto dalla Nsg il 14 aprile scorso. La proposta di primo acchito appare positiva. Durante l’incontro, tuttavia, è emersa la necessità di avere ulteriori chiarimenti. Diversi i punti da verificare.
«Abbiamo deciso», dice Arnaldo Schioppa, della Uiltec-Uil, «di chiedere un incontro con la Pilkington, per avere ulteriori spiegazioni e dettagli. É necessario avere il maggior numero di informazioni». La data dell'incontro sarà decisa dalla Pilkington a breve. Solo dopo i chiarimenti i sindacati avvieranno le assemblee con i lavoratori e li metteranno al corrente della situazione.
La volontà del gruppo Nsg è di avviare le procedure amministrative per la fusione ed accorpamento delle tre aziende entro il 1 gennaio 2024. Gli stabilimenti di Primo e Bravo verranno incorporati nella Pilkington che intende farlo senza nessun esubero e con neutralità di costi.
La novità è stata accolta, come detto, positivamente dalle maestranze. Per loro sono previsti solo vantaggi. I sindacati tuttavia preferiscono mantenere un atteggiamento prudente ed evitare per il momento commenti.
Manca un mese per Pilkington al compimento di 61 anni. Il 23 maggio 1962, veniva sottoscritto a Roma l’atto costitutivo della Società Italiana Vetro (Siv) che, poco più avanti, iniziò la sua produzione a Piana Sant’Angelo. Siv divenuta in seguito Pilkington, dopo la privatizzazione nel 1994, è parte del gruppo Nsg, uno dei più grandi colossi internazionali e continua ad evolversi. Nonostante la pandemia e la crisi energetica, l'industria vetraria ha dimostrato di essere un gruppo solido pronto a guardare lontano. In arrivo la realizzazione di nuovi impianti.
Grazie alla fusione con Primo e Bravo dovrebbero arrivare vantaggi sul mercato internazionale. In un momento in cui il settore industriale arranca, la fusione appare come un segnale positivo anche per l'indotto. E in effetti centinaia di piccole aziende attendono con ansia di apprendere le novità che arriveranno dalla fusione delle tre aziende che hanno ripreso anche ad assumere dopo un periodo buio. (p.c.)
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