I sindaci bocciano Asl e Regione: «Scaricabarile di fronte al deficit»

15 Settembre 2024

Gli amministratori criticano il piano di razionalizzazione dei costi presentato del manager Schael I cinque primi cittadini: «Il timore già manifestato sull’aumento dei pazienti in fuga è confermato»

CHIETI . Da un lato c’è il manager Asl Thomas Schael che, nell’aggiornamento del piano di razionalizzazione della spesa sanitaria per ridurre l’enorme deficit Asl presentato ai sindaci del comitato ristretto, accusa la Regione e l’assessore alla sanità di dare meno soldi alla “sua” azienda che quindi ha più debiti. Dall’altro c’è l’assessore Nicoletta Verì che precisa che il piano di riparto fondi alle Asl è provvisorio, che i manager partecipano alle scelte e mette sotto accusa la gestione dei fondi ad opera dei direttori. Al centro c'è il comitato ristretto dei sindaci che vuole vederci chiaro e chiede un incontro tra Schael e Verì per avere risposte sui fondi che vanno a incidere su un piano di razionalizzazione delle spese sanitarie che, dicono, «non può essere un mero piano di razionamento a danno dei cittadini».
«Dal piano di razionalizzazione analizzato venerdì con il manager Schael emerge una situazione critica, con un deficit enorme che cresce assieme alla mobilità passiva e tagli che spesso danneggiano i cittadini», dice il presidente del comitato e sindaco di Chieti Diego Ferrara con Giulio Borrelli (Atessa), Francesco Menna (Vasto), Massimo Tiberini (Casoli) e Agostino Chieffo (Gissi). «Soprattutto dalla riunione emerge l’accusa di Schael di definanziamento da parte della Regione alla Asl. Se fosse vero la Regione dovrebbe compensare le risorse, invece l’assessore Verì mette sotto accusa la gestione dei fondi ad opera dei vertici aziendali. Bisogna fare chiarezza anche se a noi sembra fuori luogo lo scaricabarile fra la parte politica e quella gestionale, visto che non è possibile che la sanità continui ad essere amministrata male come dicono i numeri, non il Comitato, che, com’è noto, non fa politica».
E i numeri mostrano un «disavanzo in continua ed esponenziale crescita», dicono i sindaci: «Da 41 milioni di debiti stimati a giugno si è arrivati a 55 milioni di euro, ora nell’aggiornamento del secondo trimestre 2024 il disavanzo tendenziale è salito alla cifra spaventosa di 61 milioni di euro per arrivare a un risultato d’esercizio 2024 tendenziale della Asl 2 addirittura in perdita di 67 milioni. Il debito è passato dai 13,7 milioni del 2019 a 67,1 milioni. Considerando i tagli sulle spese (farmaci, dispositivi, esami, ndc) si stima di chiudere a dicembre con circa 45 milioni di debiti che il direttore Schael definisce “strutturali”».
In pratica un debito che resta legato alla Asl e che è di 10 milioni in più rispetto a quanto previsto a giugno 2024 con il “vecchio” piano di rientro. E un peso ce l’ha la mobilità passiva che cresce: «Il timore da noi più volte sollevato sull’aumento dei pazienti in fuga dai presidi e servizi territoriali è confermato», sottolineano i cinque sindaci, «perché il disavanzo della mobilità passiva segna +4 milioni solo nei primi due trimestri 2024 attestandosi a quasi 74 milioni: -38,5 milioni per mobilità passiva extraregionale e circa -36 milioni per mobilità passiva tra le Asl abruzzesi. È evidente che non basta dire che la provincia è divenuta “poco attrattiva” come afferma il manager, ma bisogna capire le cause di tale vulnerabilità che non possono essere attribuite alla mancanza di competenza dei medici, da anni in trincea con tutto il personale sanitario, bensì alle mancanze della governance, che sono altra cosa».
Pazienti che fuggono, servizi che scendono, conti che non ridanno, deficit che sale con revisioni non certo rosee. «Chiediamo il confronto tra Schael e Verì», chiude il comitato, «ma sarebbe bene avere anche un confronto tra i comitati ristretti dei sindaci delle Asl e la Regione, cosa che sembra non interessare la Verì che ha annunciato chiusa l’istruttoria del piano di razionalizzazione e che si aprirà il confronto con i sindacati e con la commissione consiliare regionale. Ne prendiamo atto, ma noi continueremo a svolgere il ruolo che ci hanno affidato i sindaci della provincia e a riferire a loro le ragioni dei nostri giudizi che sul piano non sono affatto positivi».
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