I sindaci di Chieti, Vasto e S. Salvo: la situazione è ormai insostenibile

CHIETI. «Condividiamo le parole del prefetto Armando Forgione: i cittadini sono esausti e chi si occupa della gestione idrica non può continuare con i rimpalli di responsabilità». Diego Ferrara,...
CHIETI. «Condividiamo le parole del prefetto Armando Forgione: i cittadini sono esausti e chi si occupa della gestione idrica non può continuare con i rimpalli di responsabilità». Diego Ferrara, Francesco Menna e Tiziana Magnacca, sindaci rispettivamente di Chieti, Vasto e San Salvo, intervengono sul tema della carenza di acqua mettendo da parte i colori politici.
«La situazione è diventata insostenibile», dice Ferrara, «abbiamo sempre avuto un atteggiamento di mediazione, ma i cittadini sono esausti per i continui disagi. Anche i danni economici sono notevoli: considerando le interruzioni serali e notturne, i proprietari di ristoranti, bar e pub, ormai sempre più spesso, non riescono a soddisfare le richieste dei clienti. È anche un problema di salute pubblica, come rimarcato dal prefetto: basti pensare ai pazienti allettati, la cui igiene è fondamentale per il mantenimento delle condizioni cliniche. Mi associo al richiamo arrivato da Forgione: spero che possa rappresentare uno sprone per l’Aca».
Menna, invece, sottolinea: «Quello della crisi idrica è un problema molto serio che richiede investimenti importanti da parte dello Stato centrale e della Regione. In particolare, dopo gli interventi alla diga di Chiauci da 15 milioni di euro con il Masterplan D’Alfonso e i lavori da 3 milioni di euro tra Vasto e San Salvo per ricercare le perdite, è necessario che arrivino al più presto ulteriori somme. In primis, perché la rete idrica risale al 1948. Ma non va dimenticato che bisogna garantire la costruzione di un potabilizzatore ad Altino». E ancora: «Ringrazio il prefetto per il gigantesco lavoro che sta facendo per le nostre comunità. A seguito del suo intervento, di recente, anche il ministero dell’Ambiente ha fatto sapere alla Regione che 6,9 milioni di euro di economie per i fondi della carenza idrica devono essere destinati alla provincia di Chieti per cercare di migliorare la situazione. Adesso mi auguro che, grazie alla posizione del prefetto netta e chiara, anche questi enti sovraordinati ai Comuni (ovvero Aca e Sasi; ndr), risolvano finalmente i problemi».
Magnacca va già duro: «Siamo stufi delle chiusure notturne e delle interruzioni dovute ai guasti. La Sasi deve intervenire: siamo stanchi dell’ennesima stagione turistica vissuta con l’ansia dell’acqua che manca. Ringraziamo il prefetto che ci è accanto e fa quel che può. Ma la situazione non è più sopportabile: se ci sono i fondi, la Sasi deve attivarsi per risolvere problematiche annose che stanno sfiancando i cittadini. Nella migliore delle ipotesi, alle dieci di sera va via l’acqua: se in inverno uno scenario del genere è antipatico, in estate non è tollerabile. Se a capo delle società pubbliche ci sono persone non adeguate, è necessario procedere con i commissariamenti». (g.let.)
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