I sindaci di Tollo e Canosa dicono sì alla centrale

Energia dal fango, è già partita la conferenza dei servizi per realizzare l’impianto Di Sario: «Non è inquinante». Radica: «Manterremo alta la guardia»
CANOSA SANNITA. È stato compiuto ieri uno dei primi passi verso la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica per il recupero di materiale organico in area agricola. Si è riunita, infatti, la conferenza dei servizi per discutere della variante al piano regolatore di Canosa Sannita, al fine di cambiare la destinazione d’uso, da agricola a industriale, dell’area in cui la ditta Risaliente srl vorrebbe far sorgere lo stabilimento. Gli ambientalisti protestano, ma il primo cittadino canosino tranquillizza tutti: «Il sito industriale non sarebbe inquinante», sottolinea Lorenzo Di Sario, «poiché prevede la lavorazione dei fanghi domestici dai quali si ottiene biometano, fiore all’occhiello dei Paesi più sviluppati del nord-Europa». Il gas, come spiega il sindaco, verrebbe riutilizzato per due scopi: «Il primo, per produrre elettricità, il secondo per il teleriscaldamento». Verrebbero quindi realizzate delle serre «dove sarà fatta agricoltura biologica», aggiunge Di Sario, «che verranno riscaldate usando proprio il biometano». Oltre a questo aspetto, ce n’è un altro che riguarda la ricaduta occupazionale: ci sarebbe, infatti, possibilità di lavoro per circa quindici persone. Il progetto, però, è solo alle fasi iniziali e non è detto che vada a buon fine: «L’iniziativa sarà illustrata all’opinione pubblica, che deciderà se dovrà essere portata avanti, o no». Il Forum H2O e Nuovo Senso Civico invitano a usare le diverse aree industriali e artigianali esistenti per la localizzazione dell’impianto, definendo «una vera e propria follia» la volontà di realizzare lo stabilimento in una delle zone a maggiore produzione agricola della regione. Ma Di Sario replica facendo sapere che sul sito in questione, in via Fonte Marrone, ci sono solo terreni abbandonati e un depuratore «a differenza dell’area industriale attorno alla quale ci sono tantissimi vigneti». Le due associazioni ambientaliste lanciando l’allarme dichiarano anche che «i cittadini hanno il diritto di avere una piena informazione su quanto sta per accadere al loro territorio». Ma il sindaco controbatte: «Già nell’assemblea cittadina di dicembre 2015 accennai a questo progetto, così come l’ho ribadito un anno dopo. Per cui, Canosa è stata informata, io non ho mai tradito la mia cittadinanza». L’area di via Fonte Marrone dove dovrebbe sorgere il nuovo sito industriale, tuttavia, dista 600 metri da Tollo e 500 da Giuliano Teatino. Pertanto, l’attenzione si è alzata anche tra la popolazione di questi due piccoli Comuni. A tal proposito interviene il primo cittadino tollese, Angelo Radica, che sostiene di aver avuto rassicurazioni da Di Sario sul fatto che l’impianto non è inquinante. «Però la paura che c’è da parte delle persone è giustificata», precisa Radica, «perché abbiamo avuto in passato tanti impianti, che originariamente avrebbero dovuto essere senza rischi, e poi invece si è rivelato non essere così». Seppure Tollo sia interessata solo marginalmente dalla eventuale nascita dello stabilimento, il primo cittadino avvisa che si informerà e farà le sue valutazioni sul progetto.
«Bisogna analizzarlo dettagliatamente», conclude Radica, «per chiarire ogni aspetto».
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