I tartufai della Maiella preoccupati per la peste suina

GUARDIAGRELE. La peste suina africana, non trasmissibile all’uomo, comparsa in alcune regioni come il Piemonte e la Liguria, dove sono scattati divieti per evitare l’espandersi del virus, come lo...
GUARDIAGRELE. La peste suina africana, non trasmissibile all’uomo, comparsa in alcune regioni come il Piemonte e la Liguria, dove sono scattati divieti per evitare l’espandersi del virus, come lo stop all’attività venatoria e alla raccolta di funghi e tartufi, preoccupa anche gli iscritti alla associazione Tartufai della Maiella. «Dopo l’annata 2021 nella quale si è registrata una particolare carenza nella raccolta dei tartufi a causa delle limitate piogge e del notevole caldo estivo», osserva il presidente del sodalizio Giovanni Scioli, «per noi l’eventuale arrivo anche sul nostro territorio della peste suina sarebbe catastrofico, principalmente perché i divieti che scatterebbero con l’ordinanza dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura impedirebbero di fatto qualsiasi attività di raccolta». Scioli, ricordando le problematiche dei tartufai, evidenzia come da parte della Regione non ci sia stato alcun rimborso per gli associati che non hanno avuto alcun risultato con la raccolta 2021. «Così», prosegue il presidente dell’associazione Tartufai della Maiella, «si è arrivati al punto che molti associati stanno mostrando delle grosse perplessità per il versamento della quota del 2022». (g.i.)
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