I tifosi: bisogna salvare il calcio a Lanciano

Rossoneri fuori dai play off e con il settore giovanile azzerato. L’appello: qualcuno si impegni per il futuro
LANCIANO. Fuori dai play off di Eccellenza con due turni di anticipo; giocatori mandati con le proprie auto in trasferta domenica scorsa all’Aquila; azzeramento del settore giovanile; condizione disastrosa del campo dello stadio Biondi. Un gruppo di tifosi dice “basta” e scrive una lettera aperta alla città per chiamare a raccolta istituzioni, imprenditori locali e tifosi per salvare il calcio cittadino. Se ci sarà un futuro per il calcio cittadino. I tifosi, infatti, si chiedono nella lettera se dopo l’ennesima stagione deludente, si potrà ripartire, veramente. «Nessuno può essere soddisfatto per quanto visto negli ultimi due-tre anni», sostiene il gruppo, «degli annunci roboanti, delle presentazioni in pompa magna in surreali conferenze stampa, delle fantomatiche ed improbabili cordate locali interessate a risollevare le sorti del Lanciano e dei proclami di risalita per amore dei colori rossoneri, non restano tracce. La realtà è, invece, molto diversa: cruda e amara. Si sono succedute, infatti, gestioni che hanno oscurato e ridicolizzato tutto il buono fatto negli ultimi 25 anni di calcio (l’attuale gestione è di una cordata americana rappresentata da Max Pincione, ndc). Società approssimative, prive della minima programmazione. Ma soprattutto è mancato un qualsivoglia progetto serio in grado di far intravedere o percepire quella rinascita che le proprietà sbandieravano».
Progetti che hanno invece portato al grave errore dell’azzeramento del settore giovanile, che era davvero notevole, oltre che ad avere un campo e uno stadio che versa in condizioni disastrose. Campo che, in base alla convezione firmata anni fa dalla vecchia gestione De Vincentiis con il Comune, è in gestione al Lanciano 1920 fino a giugno di quest’anno. «È tempo di reagire», sostengono i tifosi autori della lettera che elogiano invece il comportamento dei giocatori, «occorre un sussulto di orgoglio da parte di tutti, istituzioni e imprenditori, per riprendere le fila di un discorso calcistico, non fine a sé stesso. Il buon calcio e un buon settore giovanile, promuovono la città e il suo territorio, aiutano le nuove generazioni a crescere seguendo valori positivi, tenendoli fuori da pericoli e da cattive abitudini. Occorre un progetto che riparta dall’Eccellenza, non da categorie inferiori, verso nuovi e ambiziosi traguardi. E a questo punto è necessario l’impegno effettivo e concreto dei rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria, dei tifosi e di tutta la nostra città». Un appello che avviene in un periodo difficile, a livello economico e sociale, che i tifosi sperano non cada nel vuoto. (t.d.r.)

