I tifosi delusi ora attaccano Di Primio

6 Ottobre 2016

Durissimo comunicato contro il sindaco accusato dagli “89 Mai Domi” di non prendere a cuore il caso-Chieti calcio

CHIETI. Presi in giro dalla società e traditi anche dal sindaco. I tifosi della curva Volpi attaccano Umberto Di Primio con un durissimi comunicato che non ha precedenti.

Gli Ottantanove Mai Domi, ultimo baluardo della città diffidano il sindaco, senza mezzi termini, chiedendogli di intervenire concretamente per salvare il Chieti Calcio. Un patrimonio cittadino che va assolutamente tutelato. Un marchio storico ridotto male dalle ultime gestioni societarie.

Il Chieti ha toccato il punto più basso della sua storia calcistica: è ultimo in classifica, in serie D, a zero punti, e si porta dietro un fardello di debiti, pignoramenti, istanze di fallimento e vertenze. I tifosi, umiliati dalle figuracce che rimedia la squadra in campo, puntano il dito contro il presidente Mauro Giacomini, accusandolo di pensare solo ai suoi interessi, ma anche contro il sindaco.

Gli Ottantanove Mai Domi si sentono presi in giro da Di Primio che, secondo loro, avrebbe detto che «sono rimasti in quattro gatti a non volere più questa società». Alcuni di loro, i più appassionati ai collori neroverdi, a arrivano a maledire il giorno in cui l'hanno votato.

IL COMUNICATO. «Le parole del sindaco sono la prova tangibile che siamo rimasti soli a lottare contro i mulini a vento», scrivono i ragazzi della curva Volpi nel comunicato. «Ricordiamo al sindaco che questi “quattro gatti” sono gli stessi che hanno contribuito a farlo eleggere, che puliscono lo stadio e che si adoperano per tenere alto il nome della città in giro per l'Italia al contrario di lui e dei suoi consiglieri comunali».

E ancora: «Non ci aspettavamo chissà cosa da chi pensa solo alla propria poltrona e non è neanche di Chieti, ma rivendichiamo un nostro diritto: la tutela della città che questa società sta umiliando. Con questi atteggiamenti il sindaco si sta mettendo sullo stesso piano di Giacomini e soci. Questa mancanza di rispetto verso la cittadinanza è ridicola, ma ora abbiamo capito che siamo soli contro tutti e veder risorgere questa società sarà la nostra vittoria più grande. E quel giorno non ci sarà spazio per nessuno per salire sul carro dei vincitori».

LA RISPOSTA DEL SINDACO. Un chiarimento tra le parti non c'è ancora stato.

L'incontro di ieri mattina previsto alle 11 in Comune tra Umberto Di Primio e la tifoseria organizzata è stato infatti rinviato a stamattina per l'assenza, per motivi personali, di uno dei maggiori esponenti della curva Volpi.

Il sindaco, però, in parte ha già risposto su Facebook: «Grazie per le offese gratuite. Io non ho mai detto nulla di quello che avete scritto».

LO SCONTRO E’ POLITICO. Le sorti del Chieti Calcio diventano oggetto di discussione a Palazzo d'Achille.

Qualche giorno fa, Michele Di Paolo, componente del direttivo di Giustizia Sociale con delega allo sport, aveva chiesto al sindaco di intervenire, invitando la dirigenza a non usare più i colori neroverdi e revocando alla società l'autorizzazione per l'uso dello stadio Angelini.

Ma nel dibattito politico è finito soprattutto Filippo Di Giovanni, esponente del Pd e rappresentante della Chieti “sportiva trasparente e vincente”, così afferma, essendo vice presidente del Chieti Fc Torre Alex che stravince in Promozione e riavvicina parte della tifoseria allo stadio.

«Parteciperò anche io all'incontro tra tifosi e sindaco», annuncia Di Giovanni, «così capiremo una volte per tutte se in questa città riusciamo a dirci come stanno realmente le cose su una storia così vergognosa».

LE VERTENZE. Entro questa settimana la società avrebbe dovuto pagare quelle di due giocatori della passata stagione, Suriano e Diop, che non hanno percepito i rimborsi dall'ex patron Giorgio Pomponi, uno di quelli che, si dice in città, ha fatto tante chiacchiere, buttando fumo negli occhi dei tifosi.

La novità è che Giacomini ha trovato un accordo con gli avvocati dei due giocatori per dilazionare in tre mesi il pagamento della somma che ammonta a circa 7mila euro. In questo modo, la società ha preso altro tempo ed evitato, almeno per ora, di prendere due punti di penalizzazione.

Ma in totale sono undici le vertenze depositate in Lega per le inadempienze di Pomponi. Mentre si parla di tutto tranne che di calcio giocato, e si attendono ancora i "famosi" due-tre acquisti annunciati da Giacomini. Oggi però è il giorno della resa dei conti tra Umberto Di Primio ed tifosi delusi, arrabbiati e traditi.