I vandali spaccano i vetri del lungomare

Dopo le gomme tagliate e gli specchietti distrutti, i teppisti tornano in azione alla Marina. Forte: 150mila euro di danni all’anno
VASTO. I vandali tornano a colpire alla Marina. Per l’ennesima volta nel mirino dei teppisti finiscono le vetrate delle ringhiere di viale Dalmazia e della scalinata che collega la passeggiata rialzata al lungomare Cordella. Un altro episodio dopo le gomme tagliate, gli specchietti distrutti e i tergicristralli spezzati in piazza Fiume e a Punta Penna. Stavolta, le lastre sono state letteralmente fatte a pezzi. L’amministrazione comunale, informata dell’accaduto, ha inviato sul posto la polizia locale. I volontari della Protezione civile di Vasto hanno delimitato con il nastro segnaletico bianco e rosso della polizia locale le ringhiere per evitare pericoli in attesa della sostituzione delle vetrate. «Ormai», commenta il vicesindaco Giuseppe Forte, «si è perso il conto delle devastanti incursioni che, periodicamente, causano danni sulla riviera. Il Comune spende, mediamente, 150mila euro l’anno per riparazioni che sarebbero evitabili, se tutti si comportassero in modo civile».
La luce del sole ieri mattina ha rivelato l’ultima bravata: il lungomare è stato danneggiato e, in più punti, anche sporcato. La furia dei teppisti si è concentrata in particolare contro le balaustre che delimitano la passeggiata. Dopo essersi procurati dei grossi sassi, i teppisti hanno fatto a pezzi le vetrate triturandole. Poi hanno lasciato i vetri su scale e marciapiedi. Un accanimento assurdo e ingiustificato.
«Questi scellerati sono ormai scatenati e lanciano continue sfide alla gente perbene e all’amministrazione comunale», lamentano i residenti di lungomare Cordella e viale Dalmazia, «agiscono in branco , spesso ubriachi e distruggono con determinazione e cattiveria con il solo scopo di spaventare e arrecare danno». Per i cittadini si tratta di atti delinquenziali che non possono più essere tollerati. Anche perché ai raid vandalici si uniscono furti di autovetture e pneumatici tagliati in piazza Fiume. La videosorveglianza probabilmente è l’unico rimedio. La speranza è che l’ultimo raid sia stato ripreso da qualche telecamera e che le immagini possano rivelarsi utile all’identificazione dei responsabili.

