I vertici Sevel al ministero: la fabbrica resta strategica

13 Ottobre 2021

A Roma il dibattito con il governo sulla riduzione della produzione in azienda Il sindacato: «Ricevute garanzie da Stellantis, il taglio dei turni è momentaneo»

ATESSA. Si è parlato anche di Sevel nel confronto tra Stellantis e Governo di scena lunedì a Roma. La fabbrica del Ducato, nonostante risulti una delle poche produttive della galassia Stellantis, sconta in questo periodo la gravissima crisi della fornitura di microchip dall’Asia. Un problema che ha costretto lo stabilimento dei record ad arrestare la sua corsa produttiva e a ridurre i turni lavorativi da 18 a 15, con una perdita di almeno 70mila furgoni. Questa scelta ha comportato anche la drammatica riduzione del personale: 650 trasfertisti sono già tornati nei loro plant di provenienza e 270 precari non hanno visto rinnovato il loro contratto di lavoro. Preoccupa poi l’avvio, nel 2022, della produzione degli stessi furgoni Sevel (ma più lunghi) in uno stabilimento in Polonia.
«La direzione Stellantis», riferisce il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, «ha precisato che la scelta da 18 a 15 turni è temporanea e non appena la situazione sui semiconduttori migliorerà, c’è l’impegno a proteggere un asset strategico per il gruppo e riprendere la precedente capacità produttiva. È stato precisato che il polo polacco non è sostitutivo di quello italiano, ma ha portato con sè delle terziarizzazioni. Da parte sindacale è stata precisata la necessità di affrontare la questione dei contratti somministrati non confermati e la stabilizzazione dei somministrati a tempo indeterminato ancora in forza. Come Fim-Cisl abbiamo ribadito la necessità di costruire questi stati di avanzamento dei confronti a livello governativo anche per gli altri siti. È necessario accorciare le tappe del confronto su tutti i siti produttivi ed enti volti ad acquisire prospettive industriali e occupazionali certe. Inoltre abbiamo chiesto al Governo», aggiunge, «di attivare quanto prima un tavolo per dare risposte su tutti i siti produttivi di Stellantis, da quello delle motorizzazioni a quelli di assemblaggio».
«La Fiom», rimarcano invece Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, «ha un giudizio negativo dell’incontro per la mancanza di un piano strategico per i lavoratori. Il sindacato ha chiesto di cambiare il metodo del confronto: non è accettabile incontrarsi per essere informati delle scelte aziendali stabilimento per stabilimento. Chiediamo al Governo un confronto con Stellantis sul piano industriale nazionale garantendo l’occupazione e il pieno utilizzo degli impianti, a partire dalla missione degli enti centrali fino all’assemblaggio».
Anche la Uilm, per voce del segretario nazionale Rocco Palombella e del segretario nazionale settore auto, Gianluca Ficco, afferma che «il tavolo ministeriale con Stellantis deve proseguire fino alla definizione di una missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. Il ruolo del Governo, non solo di garante ma anche di supporto, è fondamentale, giacché ci troviamo in un momento cruciale e difficilissimo. Stiamo attraversando contestualmente un delicatissimo processo di integrazione fra Fca e PSsa, una storica trasformazione dell’intero settore automotive per elettrificazione e guida autonoma, una crisi di approvvigionamento di materiali e in particolare di semiconduttori che promette di portarsi ancora a lungo».
Intanto oggi alle 10, al Gate 1 della Honda interverranno i segretari generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, quello della Uilm, Rocco Palombella, e il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, in occasione della cerimonia per i cinquant’anni di Honda Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA