I vicini: «Noi la sentivamo sempre urlare»

13 Ottobre 2022

«Pensavamo fossero le conseguenze della malattia». La sorella dell’arrestata: «La verità verrà fuori»

ORTONA. «La sentivamo sempre urlare, soprattutto di pomeriggio. Ma pensavamo che quelle grida fossero una conseguenza della malattia». Lo raccontano i vicini di casa dell’anziana di 85 anni che, secondo la ricostruzione degli investigatori, è stata sequestrata e maltrattata in casa dalla nuora e dal figlio. «Mai potevamo immaginare che in quella mansarda avvenissero cose simili, è inaccettabile», ripetono nel quartiere. Di sicuro, prima di lunedì sera, nessuna segnalazione era arrivata alle forze dell’ordine.
A schierarsi dalla parte dell’arrestata, invece, è la sorella, che – ieri mattina – era davanti all’ingresso del palazzo di giustizia di Chieti, in piazza San Giustino, dove si è tenuta l’udienza di convalida con il contestuale interrogatorio. «La legavano per il suo bene», ha detto fra le lacrime. «Prima di accusare una persona, bisognerebbe comprendere quali ragioni ci sono dietro a determinate azioni. Mia sorella non ha mai abbandonato la suocera, che saliva in mansarda solo quando voleva riposarsi. L’hanno dovuta legare perché cadeva, si faceva male, gettava tegami e oggetti a terra. Adesso l’anziana è ricoverata in ospedale, ma vorrebbe tornare a casa: chiede in continuazione della famiglia. Mio cognato ieri (martedì, ndr) sera è stato in ospedale, dove l’anziana è stata legata perché era molto agitata. Spero che venga fuori la verità: mia sorella non merita una cosa del genere». (g.let.)
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