I volontari Geav tra i cumuli di rifiuti del parco fluviale

CHIETI. Le guardie ecologiche volontarie della Geav, coordinate da Daniele Piri, sono andate lungo il parco fluviale e vi hanno scoperto una marea di cumuli di rifiuti abbandonati un po’ dappertutto....
CHIETI. Le guardie ecologiche volontarie della Geav, coordinate da Daniele Piri, sono andate lungo il parco fluviale e vi hanno scoperto una marea di cumuli di rifiuti abbandonati un po’ dappertutto. I volontari della Geav sono andati di notte, ma non hanno fatto fatica a scovare i rifiuti, presenti in pratica ovunque.
Il cancello di ferro sempre aperto, come ha documentato Il Centro in un servizio, non rende affatto difficile entrare e uscire a proprio piacimento dall’area verde, che ormai inappropriatamente viene chiamata parco fluviale. Di parco, infatti, non ha più nulla. Anzi, la zona ricade in un sito fortemente inquinato (il cosiddetto Sir, sito di interesse regionale per l’inquinamento) ed è ormai diventata terra di nessuno.
Sarà anche per questo che viene utilizzata spesso e volentieri come discarica da chi ne ha bisogno o come meta di appuntamenti sessuali clandestini. Sistemata alla periferia della città, proprio dietro al centro commerciale Megalò, la zona permette a chi vuole di aggirarsi senza occhi indiscreti. Anche per questo motivo, nonostante il basso afflusso, in certi momenti si trasforma in un via vai di macchine. La strada sterrata costellata da cumuli di immondizia segue il fiume e sprofonda sempre più nell’abbandono.
C’è da scommettere che, nonostante l’opera di ripulitura dei volontari della Geav, tra qualche giorno i rifiuti torneranno a spuntare come e più di prima. Soprattutto sotto i piloni del ponte della Fascine dove si può trovare di tutto.
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