Iacovella: c’è poco personale ma rispondiamo al meglio

3 Agosto 2017

Il primario del policlinico: «Anziani a rischio con le temperature elevate di questi giorni» Attenzione ai colpi di calore. I sintomi: mal di testa, tachicardia, nausea, vomito e diarrea  

CHIETI. Certo, il gran caldo è diventato un dato di fatto in questi giorni. Ciò che stupisce, invece, è che di pari passo alle temperature in crescita è aumentata la sensibilità e la cultura su come difendersi e fronteggiare quella che è una vera e proprio emergenza. Parola del primario del Pronto soccorso del policlinico di Chieti, Antonio Iacovella, che segnala come, nonostante tutti i disagi patiti, i numeri di accesso al servizio di Pronto intervento si siano mantenuti nella norma: anzi, per alcuni aspetti sono diminuiti rispetto allo stesso periodo della scorsa estate. Qualche numero: gli accessi al Pronto soccorso a luglio 2017 sono stati 5.591 in linea con giugno 2017 che sono stati 5.699. Gli accessi negli ultimi 15 giorni di luglio 2017 sono stati 2.982 contro gli ultimi 15 giorni di luglio 2016 che sono stati 3.139 Gli accessi dei pazienti anziani nei primi 15 giorni di luglio 2017 sono stati 826 mentre quelli dello stesso periodo del 2016 sono stati 870: dati praticamente stabili ma alti. Ovviamente il ricorso al Pronto soccorso è caratterizzato sempre da numeri elevati: nel 2016 ci sono stati 65.691 accessi e non hanno avuto alcuna flessione nel primo semestre 2017: 32.479. Comunque l’affluenza, specie nella fase estiva, è continua con 200-250 pazienti al giorno, anche nelle ore di tarda notte e al mattino, alle 8, si registrano già 35-40 accessi.
«La risposta del servizio di Pronto soccorso è sempre generosa», commenta Iacovella, «ma dobbiamo riconoscere che spesso è insufficiente a rispondere adeguatamente alle richieste e ai reali bisogni dei pazienti: una criticità legata a carenze sia di personale sanitario e sia di spazi adeguati e accoglienti».
Tornando al gran caldo, i più esposti ai malori, spiega Iacovella, «sono gli anziani ospiti di istituti e strutture residenziali, spesso con età superiore a 75 anni con gravi malattie in fase acuta o malattie cronico-degenerative, come problemi cardiaci, diabete, insufficienza respiratoria o renale, malattia di Parkinson o gravi malattie mentali, malattia di Alzheimer e altre forme di demenza». I sintomi premonitori di eccessiva esposizione al caldo sono mal di testa, debolezza o crampi muscolari, vertigini, ipotensione, nausea o vomito, temperatura corporea elevata associata a cute pallida e asciutta. «Se questi sintomi non vengono individuati e trattati tempestivamente», sottolinea il primario Iacovella, «si può incorrere in un vero e proprio “colpo di calore” che se non trattato può portare a uno scompenso funzionale generale con conseguenti danni cerebrali o morte. I sintomi caratteristici del “colpo di calore” sono sete e mal di testa, malessere con modifiche del comportamento abituale, temperatura corporea aumentata con pelle calda e asciutta, confusione, disorientamento, perdita di coscienza o convulsioni, tachicardia, nausea, vomito, diarrea, crampi muscolari, temperatura del corpo elevata. Vanno bene menù con pasti freddi ad alto contenuto di liquidi, frutta e verdura. Bisogna assicurare, se non vi sono controindicazioni, l’assunzione di almeno 2 litri di liquidi al giorno avendo particolare attenzione ai pazienti con disturbi neurologici che hanno alterazioni dello stimolo della sete o della deglutizione. Vanno evitate», conclude, «bevande alcoliche o caffè, tè, cola o molto zuccherate o gassate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA