Iacovella: investimenti concreti sulla sanità

Guardiagrele. Il consigliere chiede risorse per strumentazioni e personale del Santissima Immacolata
GUARDIAGRELE . Il consigliere comunale indipendente Nello Iacovella, torna a parlare del presidio ospedaliero Santissima Immacolata, evidenziando che sul futuro della struttura bisogna fare chiarezza. Per Iacovella innanzitutto bisogna abbandonare, una volta per tutte, l’idea della possibile riapertura di un ospedale per acuti, portata avanti dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo che, in passato, con un comunicato annunciò di aver avuto dall’ex presidente ad interim e vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, la garanzia dell’avviamento delle procedure per il riconoscimento al presidio del titolo di “ospedale in area disagiata”. Da scartare, secondo il consigliere indipendente, anche la proposta del consigliere regionale Mauro Febbo di riaprire l’ospedale per acuti, come stabilimento di Chieti.
«Infatti», sottolinea Iacovella, «a tutt’oggi, a distanza di anni, nulla di questo è stato ancora fatto. A mio modesto parere, come ho sostenuto da anni, pensare ancora oggi di poter riaprire l’ospedale a Guardiagrele è un’idea che non sta né in cielo né in terra, e la polemica locale sull’argomento», aggiunge Iacovella, «non ci porta assolutamente da nessuna parte».
Il consigliere indipendente ricorda poi che il finanziamento da 660mila euro del Pnnr, assegnato al presidio ospedaliero guardiese, è vincolato al solo adeguamento della struttura esistente, e non può essere in alcun modo destinato ad altro. «In merito però», evidenzia Iacovella, «la mia preoccupazione è quella che, dopo l’adeguamento, la struttura resti una grande scatola vuota e cambi solo la sua denominazione, da “Presidio territoriale di assistenza” a “Casa della salute”. Per poter realizzare un vero cambiamento», sottolinea il consigliere, «servono infatti anche altre risorse, necessarie per il potenziamento degli ambulatori, attrezzature di base per poter eseguire delle diagnosi complete, e personale medico e infermieristico. Cosa positiva», conclude Iacovella, «è invece la prevista localizzazione nella struttura degli ambulatori dei medici di base: in questo modo infatti si potranno gestire tranquillamente sul territorio i codici bianchi e verdi», conclude il consigliere comunale, «senza dover ricorrere ai grossi ospedali, con il solo risultato di continuare a intasarli».
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