Iacovella: sull’ospedale la politica trovi un accordo

GUARDIAGRELE. Sulla sanità di Guardiagrele non è più il momento di scherzare. Lo afferma Nello Iacovella, coordinatore del comitato civico La Voce, che lancia un appello alla politica cittadina:...
GUARDIAGRELE. Sulla sanità di Guardiagrele non è più il momento di scherzare. Lo afferma Nello Iacovella, coordinatore del comitato civico La Voce, che lancia un appello alla politica cittadina: «Maggioranza e opposizione», dice, «devono necessariamente scegliere la via della condivisione per affrontare e risolvere i tanti problemi che affliggono la sanità. La Regione deve offrire ai ministeri dell’Economia e della Salute, le risposte che il precedente governo regionale non è riuscito a dare». Iacovella dice che non è stata accolta la proposta della Regione di tenere aperti i punti di primo intervento nelle sedi degli ospedali riconvertiti in pta (presidio territoriale di assistenza). Secondo Iacovella, sulla base delle direttive ministeriali, c’è la necessità di rivedere gli atti aziendali delle Asl, compresa quella di Chieti. «Un problema», osserva, «non di poco conto per i direttori generali che nel frattempo avevano preso decisioni in base agli atti aziendali in vigore, per esempio la nomina dei primari dei reparti che invece il ministero vorrebbe chiudere». Iacovella ricorda inoltre che, in attesa del nuovo piano di riordino della rete ospedaliera, restano sospesi i piani di fabbisogno del personale che andranno rivisti sulla base della nuova programmazione. «In tema poi di bilancio», continua, «essendo la Regione in piano di rientro, l’attenzione dei ministeri è sul disavanzo di 52 milioni dell’anno 2017 che, dopo la copertura individuata dall’ex assessore Silvio Paolucci, è sceso a 5 milioni. La copertura trovata, però, non soddisfa i ministeri perché il provvedimento non specifica da quale azienda del sistema sanitario regionale viene prelevata e quali sono singolarmente gli importi. I ministeri quindi invitano la Regione a ricondurre la situazione in equilibrio», sottolinea Iacovella, «con la predisposizione delle necessarie misure. Si continua ad andare avanti con promesse, delibere, mozioni e parlando di ospedali da riaprire in aree disagiate ma la realtà dei fatti è ben diversa da quella che i politici vogliono farci credere».
Giovanni Iannamico

