Idraulici, elettricisti e muratori: manca il personale, ora è allarme

Cna e Confesercenti rivelano: «La carenza di forza lavoro è diventata enorme soprattutto nell’edilizia» Siglati protocolli per formare gli immigrati. «Ma è un percorso difficile: la lingua è una prima barriera»
VASTO. Mentre uno dei problemi più seri è la disoccupazione, che ha raggiunto livelli di guardia soprattutto tra i giovani, vi sono settori in cui, paradossalmente, quella che manca è proprio la forza lavoro. Un po’ per scelte passate non proprio felici, un po’ per l’onda lunga della crisi del 2020, nell’edilizia e anche in tutta la filiera ad essa collegata – dall’impiantistica all’artigianato del legno, dall’idraulica ai rivestimenti – c’è grande richiesta di personale specializzato. Se per le imprese è difficile trovare personale, per i privati è impossibile reperire artigiani.
Silvio Calice, coordinatore regionale della Cna, e Patrizio Lapenna, direttore di Confesercenti Vasto, ammettono che si tratta di «un problema vero e di difficile soluzione». Non sta meglio il settore agricolo. Il mercato del lavoro è complesso, ci sono dei settori che fanno fatica a trovare personale qualificato, come ad esempio tutto ciò che ruota intorno al comparto “casa”: idraulici, elettricisti, muratori e posatori, che in questi ultimi due anni, complice i bonus fiscali, hanno visto un aumento della domanda. «C’è una carenza enorme di addetti nell’edilizia», conferma Silvio Calice, «a causa della scadenza del superbonus 110% entro il 31 dicembre 2023. C’è poi un racconto distorto sul lavoro che rende meno affascinante il lavoro autonomo e artigiano, che però comprende quasi tutto il comparto casa. Queste figure non si trovano perché i loro sono lavori che da tempo vengono considerati di serie B, non più adatti al nostro stato sociale. Negli anni c’è stato un racconto che ha visto questi mestieri come poco dignitosi e invece, oggi, un geometra di cantiere può arrivare a prendere 4mila euro al mese perché più funzionale di un architetto o ingegnere, essendo in grado di leggere i disegni tecnici, di stare sul cantiere, di trattare con i fornitori e di gestire il personale». Quale può essere la soluzione? «Abbiamo avviato», risponde Calice, «un protocollo con le prefetture di Chieti e Pescara per integrare gli immigrati attraverso una formazione specifica e successivo inserimento lavorativo. Ma è un processo difficile e tutt’altro che veloce: la prima barriera è linguistica e senza un minimo di esperienza è difficile lavorare in edilizia».
Anche Lapenna conferma la criticità del periodo e la carenza di imprese artigiane nel settore e dell’edilizia: «Molte imprese del settore risentono del buon andamento dell’edilizia legato agli incentivi statali. Molte aziende lavorano come subappaltatrici e non trovano il tempo per piccoli lavori domestici. Inoltre ci sono sempre i soliti problemi che scoraggiano i giovani a intraprendere una attività artigiana: fisco, burocrazia, lavoro abusivo». Non sta meglio il settore agricolo. L’estate 2023 sarà ricordata dal settore frutticolo per l’enorme difficoltà a reperire manodopera, con il rischio di non riuscire a raccogliere tutta la produzione, tornata finalmente buona dopo due anni, nei quali le avversità climatiche avevano ridotto drasticamente le rese. Gli imprenditori agricoli lamentano la mancanza di circa il 30% della forza lavoro e sollecitano a loro volta soluzioni.
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