Il bandito del bancomat è quello della parafarmacia

5 Maggio 2016

Finarelli confessa: dopo il colpo al negozio di corso Mazzini ha anche minacciato la donna che aveva prelevato i soldi alla cassa continua dell’Unicredit

VASTO. Ha confessato alla polizia. L’uomo in tuta e incappucciato che, dichiarando di avere una pistola in tasca, si è avvicinato lunedì sera a una donna che aveva appena prelevato del contante dal bancomat dell’Unicredit in corso Mazzini, era Walter Finarelli, di San Giovanni Lipioni. Disoccupato, 46 anni, condannato a un anno e 4 mesi per la rapina alla parafarmacia Deleo, ha ammesso le proprie responsabilità davanti ad immagini nitide ed eloquenti. «A tradirlo è stata la sequenza ripresa dalla telecamera. L’obiettivo ha mostrato un uomo vestito in modo identico a lui. Identiche le movenze e le scarpe. A quel punto ha ammesso di avere provato anche il colpo davanti all’istituto di credito», dice il dirigente del commissariato, il vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio. Per la tentata rapina Finarelli dovrà subire un altro processo.

A spingerlo a compiere il gesto sarebbe stata la necessità di denaro. Finarelli fino a qualche tempo fa lavorava in una fabbrica del Vastese come operaio. La perdita del lavoro lo ha segnato. È sprofondato nel baratro. Non lo ha certo aiutato il consumo di stupefacenti. Lunedì sera, alle 19,30, ha visto una donna che prelevava contanti da un bancomat e, senza pensarci due volte, le si è avvicinato. Con il cappuccio della tuta ha coperto il viso e tenendo una mano in tasca ha finto di essere armato. La vittima, però, anzichè consegnargli i soldi ha iniziato ad urlare richiamando l’attenzione dei passanti. Poco dopo sul posto sono arrivati i carabinieri. I militari hanno raccolto la testimonianza della donna e acquisito i filmati delle telecamera della videosorveglianza dell’istituto di credito. Le immagini hanno mostrato che l’autore della tentata rapina era identico alla persona finita in manette più tardi e condannata per una rapina da 400 euro alla parafarmacia Deleo. Gli investigatori fin da subito avevano sospettato che i due fatti avessero un’unica regia. Fra i due episodi c’era un lasso di tempo di mezz’ora e la distanza fra la parafarmacia e il bancomat è di qualche centinaio di metri. «Alla fine dopo il primo processo il disoccupato ha ammesso che a minacciare la donna davanti al bancomat era stato lui», conferma il vicequestore aggiunto. Grazie alla videosorveglianza e alla collaborazione dei cittadini con la polizia, nel giro di poche ore sono stati risolti due casi.

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