Il barbiere Cuccitto va in pensione a 88 anni

3 Luglio 2017

Mario Ferrari, artista teatino di forbici e pennello, ha chiuso il suo salone. Lavorava dall’età di 7 anni

CHIETI . Mario Ferrari, da tutti conosciuto come Cuccitto («Perché appartengo ad una famiglia», spiega lui stesso, «dal cervello fino, altrimenti ci avrebbero definiti Cuccioni»), artista e barbiere, si è arreso: ad 88 anni suonati il suo salone in via Principessa di Piemonte ha chiuso i battenti, per sempre. Una brutta notizia per i tanti che hanno frequentato il suo negozio non solo per farsi barba e capelli ma per vivere gioiosi momenti di convivialità, con Mario sempre disposto al sorriso e alla battuta. In passato aveva interrotto la sua attività dopo una brutta caduta, ma si era ripreso e aveva ricominciato il suo lavoro.
Questa volta, però, la sua bottega chiude definitivamente: sabato è stato l’ultimo giorno, gestito da un amico e collaboratore, perché lo stesso Mario ha capito di non poter più tornare ed esercitare il mestiere che ha scelto da quando aveva sette anni, nel salone che si trovava in un angolo di piazza Trento e Trieste, sotto la guida del nonno Nicola e del padre Francesco. Era il 1909: esattamente per 90 anni il salone è rimasto in quella piazza. Poi il trasferimento in via Principessa di Piemonte, dove c’era più che un esercizio di barbiere («Barbiere, non acconciatore o cose simili», ci teneva a precisare Cuccitto), un vero salotto. Personaggio eccentrico, certo, ma di grande caratura: pittore naif, di presa immediata nei confronti del mondo circostante raccontato sulla tela con opere che hanno ottenuto premi e riconoscimenti in diverse mostre. Nel segno della antica tradizione dei barbieri cerusici, Cuccitto è anche un po’ alchimista, con le sue miracolose pozioni, tratte dal sapiente uso di erbe e radici, con formule di cui è geloso custode e che non rivela a nessuno. Pozioni che forniva, in modo assolutamente gratuito, ai suoi clienti per combattere vari acciacchi, con esiti positivi di cui si è sempre vantato. Si capisce bene come per un simile personaggio, per quello che ha rappresentato in questi lunghi anni, ci sia rammarico per la scelta che ha dovuto fare di dire addio al suo mondo straordinario che aveva saputo costruire nella sua bottega. Gli siano di conforto, in questo momento per lui certo non felice, i tanti clienti e amici che gli esprimono affetto e riconoscenza. Un tributo meritatissimo, al quale anche noi ci uniamo: grazie Cuccitto per tutto quello che hai dato alla tua città.
Gino Di Tizio
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