Il “Belvedere Troilo” intitolato dal sindaco e dal figlio dell’eroe

24 Aprile 2016

Chieti ha finalmente un luogo dedicato all’abruzzese che più di ogni altro rappresenta la lotta partigiana

CHIETI. Sulla targa c’è scritto “Belvedere Ettore Troilo, comandante della Brigata Maiella, prefetto della ricostruzione di Milano”. Uno dei luoghi più belli della città, con la vista che spazia nel suggestivo panorama che dal colle si distende sino alla montagna, porta da ieri il nome del carismatico comandante della Brigata Maiella, ricordato e commemorato anche per essere stato il prefetto della ricostruzione di Milano. Una sottolineatura a cui il sindaco Umberto Di Primio ha tenuto particolarmente, perché per lui Troilo non è solo un uomo simbolo della Resistenza, ma anche e soprattutto il prefetto della ricostruzione e della pacificazione.

«Oggi celebriamo non le gesta di un militare o di un comandante partigiano, ma le gesta di un uomo che ha voluto bene al suo Paese», ha detto Di Primio alla cerimonia di intitolazione. Lui, che proviene da una cultura di destra politica, ha precisato di non sentirsi “a disagio”, ma di aver accettato la proposta di intitolare al comandante partigiano il belvedere a fianco al museo archeologico di Villa Frigerj non per obbligo ma per un proprio convincimento personale. «Sono nato nel ‘68», ha detto ancora il sindaco, «non ho mai fatto guerre di parte, non ho mai fatto uso della storia per fare politica e credo che oggi chi si attarda in questo modo di pensare continua ad essere nemico del Paese». E dunque, per Di Primio che fino a un anno fa stentava a pronunciare le parole “resistenza”, “liberazione” e “partigiani”, l’intitolazione di ieri è stata un bel passo avanti. Alla cerimonia erano presenti il figlio e il nipote del comandante della brigata Maiella, Carlo e Luca Troilo, il presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, il direttore della Fondazione “Ugo La Malfa”, Salvatore Toriello, il sindaco di Torricella Peligna, Tiziano Antonio Teti, il presidente provinciale dell’Anpi, Antonio Innaurato, il prefetto Antonio Corona, il comandante provinciale dei carabinieri Luciano Calabrò, il rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico, il senatore Antonio Razzi, accompagnato alla cerimonia dall’assessore Alessandro Bevilacqua, e diversi consiglieri comunali e assessori, tra cui l’assessore alla toponomastica, Mario Colantonio, che ha curato il progetto. A dargli il via è stata una lettera di Carlo Troilo inviata al Comune in cui chiedeva che una strada teatina portasse il nome del padre. Di Primio ha pensato a un posto che fosse più evocativo ed è saltato fuori così il belvedere che guarda verso la Maiella.

Su quella montagna si è svolta non solo la lotta partigiana, ma anche quella di un intero popolo che con i suoi contadini e pastori poverissimi ha appoggiato quella lotta. Per questo Carlo da anni chiede “una medaglia d’oro per il popolo abruzzese”. Mozione che farà propria anche il Consiglio regionale d’Abruzzo.