Il campo di Sant’Anna diventa una discarica

16 Luglio 2019

Il Comune revoca il contratto con le società di calcio che gestiscono l’impianto Sotto accusa i lavori mai fatti da Cs2010 e River: così la struttura non è sicura

CHIETI. Troppe «inadempienze». Il Comune si riprende la gestione del campo di Sant’Anna affidata a luglio scorso a un consorzio di due società sportive, Cs2010 e River Chieti.
Lavori per la sicurezza non fatti, tribuna chiusa perché a rischio crollo, servizi igienici non sistemati, seconda uscita di sicurezza mai adeguata, spogliatoi non rimodernati e, in più, tanti segnali di degrado, dai rifiuti che spuntano un po’ dappertutto intorno al campo, alla recinzione rotta nella struttura: dopo un anno di contratto il campo si presenta in abbandono.
Ma le accuse di inadempienza da parte del Comune si ribaltano in ottica del gestore: il 26 marzo scorso Fabio La Valle, responsabile del Città di Chieti e legale rappresentante del consorzio che gestisce l’impianto, aveva inviato un esposto in Procura, sostenendo che il campo non era a norma e che per questo il contratto andava sospeso. Tre giorni dopo l’esposto, il 29 marzo, i tecnici comunali avevano tenuto un sopralluogo dal quale è saltata fuori una lunga lista di inadempienze del gestore. Due mesi dopo, lo scorso 27 giugno, il Comune ha tirato le conseguenza del sopralluogo del 29 marzo e non ha potuto «che dare avvio al procedimento di risoluzione contrattuale», come scrivono il dirigente Paolo Intorbida e il funzionario Maria Pia Vernaci.
L’avvio dell’iter per la risoluzione del contratto prevede un mese di tempo prima di arrivare allo scioglimento del contratto stesso. L’iter può essere ancora sospeso o bloccato a seconda delle osservazioni del gestore. Il contratto era stato firmato il 16 luglio scorso: la gestione avrebbe dovuta essere decennale.
Da marzo scorso il gestore ha dovuto chiudere la tribuna da 360 posti perché risultata non più sicura, da allora l’impianto era stato ritenuto accessibile a un massimo di 99 persone. Tra le inadempienze imputate dal Comune al gestore c’è anche il fatto che, avendo dovuto interdire la tribuna, «il concessionario ha provveduto a chiudere con lucchetti il cancello di accesso all’area spettatori, inibendo anche l’uso dei locali adibiti a servizi igenici per il pubblico». E poi «non è stata adeguata nemmeno la seconda uscita di sicurezza, non ha provveduto a tinteggiare e a sanificare i relativi locali per uso spogliatoio, nonché interventi al sistema di aerazione».
Intanto, tra ricorsi in procura e contenzioso tra Comune e gestore, il campo diventa meta per vandali e incivili. La recinzione bucata ne permette l’accesso incontrollato. Cumuli di rifiuti, infine, spuntano ovunque appena fuori dal rettangolo di gioco: ci sono buste di immondizia, copertoni di automobili e anche divanetti gettati con relativi cuscini.
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