Il Campus si arena: svincolati i terreni

4 Maggio 2016

Mozzagrogna, il progetto dell’automotive non riparte prima di un anno: le aree tornano a disposizione dei proprietari

MOZZAGROGNA. Sono liberi dal “giogo” del Campus automotive, dopo otto anni, i terreni di diversi proprietari privati di Mozzagrogna: il Campus, gioiello tecnologico di riferimento per tutto il settore automotive abruzzese, almeno per i prossimi due anni non si farà. Lunedì una piccola delegazione di possidenti ha incontrato, dietro invito del sindaco Tommaso Schips, l’assessore alle attività produttive e vice presidente della giunta regionale,Giovanni Lolli, per avere finalmente un quadro chiaro della situazione.

IL CAMPUS. «L’idea è partita nel 2008», spiega Lolli alla piccola platea di produttori, agricoltori e proprietari, «ed era un’idea vincente che abbiamo subito sposato. Il Campus automotive è un’opera strutturale e strategica che ci avrebbe permesso di rilanciare e difendere il settore e l’area produttiva più trainanti della regione: l’automotive e la Val di Sangro. La giunta aveva deciso di finanziare questo progetto in partnership tra Regione e Camera di commercio di Chieti con 40 milioni di euro, di cui circa 26 riferibili a fondi Fas e sei a fondi regionali provenienti da alienazioni. Sette milioni di euro li avrebbe messi la Camera di commercio che era l’ente attuatore del progetto». L’avveniristico progetto prevedeva, su un’area iniziale di circa 80 ettari, la realizzazione di laboratori per la ricerca e test ingegneristici, un’area test per effettuare prove dirette e un circuito i cui costi sarebbero stati coperti con fondi esclusivi della Camera di commercio.

LE SCADENZE. «I fondi Fas», prosegue l’assessore Lolli, «avevano però una scadenza: entro il 31 dicembre 2015 si sarebbe dovuta completare l’assegnazione dei lavori tramite gara. Tuttavia ci siamo resi conto che non eravamo pronti, c’era il nodo degli espropri e la Camera di commercio non aveva più fondi a disposizione dal momento che, come tutti gli enti camerali d’Italia, ha subito un pesante taglio governativo». Di qui l’idea di trasferire gran parte delle risorse stanziate per il Campus a progetti che comunque interessano il settore automotive, pur di non perdere i finanziamenti europei. «Non abbiamo sprecato nulla», sottolinea Lolli, «né perso alcun finanziamento. Anzi i fondi sono serviti a sostegno di progetti di innovazione che stanno portando a risultati concreti».

I TERRENI. Ma intanto per otto anni i terreni di numerosi proprietari della zona sono rimasti vincolati in attesa che vi fossero costruite le palazzine del Campus. Inizialmente c’era l’aspettativa di cospicui ricavi dalla vendita di terreni agricoli ad uso edificatorio per un progetto così innovativo e strategico, ma man mano che il tempo trascorreva i possidenti hanno cominciato a nutrire seri dubbi sulla fattibilità dell’opera. Chi avrebbe voluto vendere il terreno è rimasto bloccato e chi vi ha continuato a coltivare non ha potuto investire in nuove colture, ampliamenti di capanni o realizzazione di altre strutture agricole. «Il Campus si farà», tranquillizza Lolli, «perché come giunta abbiamo preso l’impegno di inserire il progetto nella prossima programmazione. Tuttavia resta il problema del perché ipotecare tutta quest’area. Si può ridurre l’impatto e ridisegnare il perimetro del progetto che può coinvolgere solo i terreni comunali».

IL FUTURO. I nuovi fondi Fas devono essere ancora attribuiti. Se tutto va bene il progetto non ripartirà prima del 2017-2018. Di qui la decisione del sindaco di Mozzagrogna di svincolare al più presto le aree e mantenere il vincolo Campus solo per i terreni comunali. «Abbiamo perso una grande opportunità», conclude Lolli, «ma crediamo ancora nel progetto. Per il futuro cercheremo di coinvolgere di più il territorio. Quanto al passato, se errore c’è stato, è stato commesso in buona fede».

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