Il capogruppo del Pd sconfessato dai suoi

Il messaggio di Paci a Di Giovanni: «Noi siamo con il sindaco senza chiedere nulla in cambio»
CHIETI. Alla conferenza stampa di maggioranza di ieri non c’era il capogruppo Pd Filippo Di Giovanni e, a nome del partito, ha parlato il consigliere Paride Paci che ha sconfessato il suo responsabile in Comune: «Come Pd siamo assolutamente disponibili ad affrontare qualsiasi tavolo politico», ha detto Paci, «ma quanto espresso dal Pd in merito al sostegno all’amministrazione Ferrara è quello che hanno detto i segretari di partito, vale a dire che sosteniamo Diego Ferrara senza chiedere nulla in cambio. Niente poltronificio». Al termine del consiglio comunale, invece, Di Giovanni aveva parlato a nome del Pd dicendo di aver chiesto al sindaco una «rivisitazione di alcuni equilibri», che doveva rispecchiare i mutati equilibri in consiglio comunale.
Di Giovanni aveva sottolineato che «il Partito democratico, in virtù anche della necessità di un nuovo slancio di coalizione, ha sottoposto a Ferrara, in maniera molto decisa, il tema della necessità di inserire forze fresche ed energie nuove, perché questo possa rappresentare un nuovo patto di coalizione che tenga conto dei mutati equilibri all'interno del consiglio comunale. Non è stata una discussione semplice, i toni si sono accesi ma io credo che l'interesse della collettività debba prescindere dal destino dei singoli e per la città si debba costruire la migliore squadra possibile. E se questo dovesse significare cambiare qualcosa, non credo che il sindaco Ferrara si sottrarrà a una sfida di questo genere. E con queste parole il sindaco ci ha convinto a votare il bilancio». È intervenuto anche il gruppo dei Giovani democratici, ponendosi sostanzialmente sulla stessa linea del consigliere Paci, punto di riferimento della linea giovane del Pd. «Vogliamo sottolineare che il nostro impegno non è rivolto alla spartizione di ruoli o cariche», si legge nella nota dei giovani dem, «prerogativa che rimane esclusivamente nelle mani del primo cittadino. Ci impegniamo a vigilare affinché gli interessi della cittadinanza siano sempre posti al di sopra di eventuali accordi o ambizioni di singoli individui». È chiaro a questo punto il dissidio interno alla maggioranza che l'ha tenuta in scacco sino al bilancio, si ripropone intatto all'interno del Pd. (a.i.)
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