Il caso-Di Pietro finisce in procura

Febbo firma la denuncia contro la nomina della direttrice Asl che dovrà dare l’ok al nuovo ospedale
CHIETI. La nomina di Sabrina Di Pietro a direttore amministrativo della Asl finisce in Procura. Ce la porta un esposto a firma del consigliere regionale Mauro Febbo che innesca una sorta di “bomba ad orologeria” sotto il project financing Maltauro per la realizzazione del nuovo ospedale teatino. La Di Pietro, infatti, è la persona che materialmente deve dare l’ok al progetto, ma se la nomina, come sostiene Febbo, non fosse legittima, perché la Di Pietro non avrebbe tutti i requisiti per ricoprire l’incarico, allora anche l’iter per la realizzazione dell’opera subirebbe uno stop.
«Dopo la denuncia pubblica dei mesi scorsi», dice l’esponente teatino di Forza Italia che ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione di vigilanza, « e dopo aver presentato una interpellanza al presidente Luciano D’Alfonso, non essendo stato revocato l'incarico, ho provveduto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Chieti in merito alla nomina della dottoressa Sabrina Di Pietro a direttore amministrativo della Asl di Chieti. Alla luce dei documenti a disposizione si evince infatti che la dottoressa Di Pietro non ha i requisiti per coprire quel ruolo. La stessa peraltro risulta impegnata in prima persona nella definizione del "project financing Maltauro" su cui c'è l'ostinazione alla realizzazione da parte del presidente D'Alfonso. Al tempo stesso ho coinvolto la Corte dei Conti affinché si proceda a valutare un eventuale danno erariale».
L’ESPOSTO. I documenti inviati in procura e alla Corte dei conti partono dalla legge (art 3, comma 7, d.lgs. 502/1992) che detta i requisiti necessari per ricoprire l’incarico di direttore amministrativo: laurea in discipline giuridiche o economiche, essere al di sotto dei 65 anni e aver svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione.
È proprio quest’ultimo requisito, secondo Febbo, il problema del nuovo direttore amministrativo della Asl. Laureata in giurisprudenza a Teramo, la Di Pietro ha inserito nel curriculum per soddisfare l’ultimo criterio richiesto dalla normativa la direzione, dal 1997 al 2002, dell’ex Onpi di Caprara a Spoltore, struttura definita “socio sanitaria per anziani autosufficienti e non”.
Per Febbo, però, tale struttura non è in realtà un ente socio-sanitario accreditato, ma una semplice casa di riposo che svolge attività socio-assistenziale, non socio-sanitaria, come richiesto dalla normativa. L’ex Onpi, scrive Febbo nell’esposto, «non ha mai svolto, neanche nel passato, attività socio-sanitaria e non risulta mai essere stata accreditata, o aver fatto richiesto di accreditamento, per lo svolgimento di questo tipo di attività. E dunque, il terzo e fondamentale criterio richiesto dalla legge non sarebbe affatto soddisfatto».
Inoltre, scrive ancora Febbo, gli 80 posti letto dell’ex Onpi la pongono al di sotto dei requisiti propri di “strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione”. IL PROJECT. L’iter del progetto di finanza proposto dal raggruppamento di imprese con a capo Maltauro prevede che sia proprio il direttore amministrativo ad approfondirne i requisiti e a decretarne o meno il via libera. La Asl teatina è già fuori tempo, avendo saltato la prima scadenza del cronoprogramma scritto dalla Regione, secondo cui entro lo scorso 30 aprile il direttore amministrativo avrebbe dovuto rimettere alla Regione la valutazione sul project. Un nuovo stop potrebbe essere fatale anche dal punto di vista della tempistica del progetto.

