Il caso giostre al Consiglio di Stato

Vasto. Il Comune ricorre contro la sospensiva del Tar sullo sfratto dalla piazza
VASTO. Lo sfratto delle giostrine da piazza Rodi, a Vasto Marina, arriva al Consiglio di Stato. Ai giudici di Palazzo Spada si è rivolto il Comune che ha impugnato il provvedimento di sospensiva concesso dal Tar di Pescara. La decisione dei giudici romani è attesa per giovedì. Continua dunque il contenzioso fra l’amministrazione comunale e la ditta di cui è titolare Umberto Marinozzi e che verte sulla delibera con cui la giunta ha stabilito che il suolo pubblico di quel tratto di lungomare poteva essere concesso solo per l’occupazione di tavoli e sedie. Nel provvedimento si faceva esplicito riferimento ai giochi di vario genere “che producono emissioni sonore per tutto il periodo estivo, anche nelle ore notturne, che sommate tra loro, arrecano grave disagio agli avventori che transitano nella piazza e ai cittadini residenti che necessitano di momenti di relax e riposo”.
La vicenda è approdata nei mesi scorsi sulla scrivania dei giudici amministrativi pescaresi che hanno sospeso l’efficacia della delibera. Secondo il Tar, che ha accolto la richiesta di sospensiva contenuta nel ricorso presentato dal legale di Marinozzi, l’avvocato Massimo Romano, la delibera che sfratta le giostrine da piazza Rodi “è un provvedimento sproporzionato”, che danneggia l’operatore economico. A quel punto tutti si aspettavano che il Comune individuasse un’altra area dove far collocare i giochi per bambini, invece l’ente ha deciso di impugnare l’ordinanza cautelare del Tar di Pescara. Il contenzioso si è quindi spostato al Consiglio di Stato.
Il provvedimento – preso dalla giunta con la intenzione di valorizzare e migliorare gli spazi pubblici – non scatenò solo la reazione dell'operatore interessato, titolare di una autorizzazione temporanea per l’installazione di giostre e giochi per bambini, ma anche dell’opposizione che portò il caso in aula. Lo sfratto delle attrazioni fa il paio con il trasferimento di due attività di street food da piazza della Guardia Costiera alla pinetina presente a nord del litorale, di fronte alla statua della Bagnante. Una sistemazione che avrebbe dovuto avere la durata di 120 giorni, ma che invece si è protratta oltre i quattro mesi consentiti.
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