Il caso Pellegrini va a Radio Radicale

15 Marzo 2017

CHIETI È eloquente il titolo della tavola rotonda che si terrà sabato alle 11, nel salone del Partito Radicale, a Roma, in via di Torre Argentina. A promuovere “Quando il proibizionismo nega il...

CHIETI È eloquente il titolo della tavola rotonda che si terrà sabato alle 11, nel salone del Partito Radicale, a Roma, in via di Torre Argentina. A promuovere “Quando il proibizionismo nega il diritto alla salute”, è il Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei, per trattare il “caso Pellegrini”. Intervengono l'onorevole Rita Bernardini, presidente d’onore di “Nessuno tocchi Caino”, e l’avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzo. Modera l’avvocato Aldo Pazzaglia. Fabrizio Pellegrini (nella foto), artista di strada, pianista e pittore di Chieti, dal 2002 è affetto da fibromialgia, una malattia autoimmune che causa una serie di disturbi, tra i quali dolore e rigidità muscolare, oltre a cefalea, astenia e un grande stato di stanchezza cronica. Pellegrini in passato è stato arrestato e rinchiuso nel carcere teatino perché scoperto a coltivare piante di canapa indiana, l’unica sostanza in grado di dargli momentaneo sollievo dalla patologia di cui è afflitto. In Abruzzo è stata varata una legge per l’assunzione di cannabis a scopi terapeutici, ma la patologia di cui soffre Pellegrini non è inserita fra quelle che danno diritto a curarsi con la cannabis. Nell’agosto del 2016 Pellegrini, 48 anni, ha lasciato il carcere per gli arresti domiciliari concessi dal magistrato di sorveglianza. L’interruzione della somministrazione di cannabis, durante il periodo detentivo, gli ha causato notevoli problemi e l’aggravamento della sua malattia.