Il caso Yokohama arriva in Parlamento

29 Luglio 2020

Il deputato D’Alessandro e il sindaco incontrano gli operai davanti all’azienda. Grippa del M5S chiama il governo

ORTONA . La vertenza Yokohama è pronta a sbarcare in Parlamento. Dopo l’annunciata e improvvisa chiusura dello stabilimento ortonese che produce tubi off-shore per condotte di idrocarburi, intervengono i deputati abruzzese per tentare di scongiurare la perdita del lavoro per 83 dipendenti che ieri mattina si sono ritrovati davanti ai cancelli dell’azienda in contrada Tamarete. Qui c’era anche l’onorevole Camillo D’Alessandro (Italia Viva), che ha avuto un colloquio con i lavoratori e i sindacati presenti. «Va innanzitutto denunciato l’assurdo della procedura», ha commentato D’Alessandro. «Una multinazionale che opera in Italia senza alcun rispetto per i lavoratori e che con una semplice conference call chiude un’azienda. È chiaro che le istituzione reagiranno tutte». Per il deputato l’obiettivo è aprire una trattativa con la proprietà per verificare se ci sono le condizioni per mettere sul mercato l’azienda e trovare e trovare eventuali acquirenti, che siano nello stesso settore o che si debba operare una riconversione. «Ma prima di tutto questo», dice D’Alessandro, «la proprietà deve portare sul tavolo la verità sul perché della chiusura e gli obiettivi di questa procedura». E avvisa: «Personalmente porterò il caso in Parlamento e si attiverà il prima possibile il tavolo al ministero dello Sviluppo economico». Sul Mise arrivano anche le dichiarazioni della deputata Carmela Grippa (M5s) che fa sapere di averlo già informato: «Bisogna scongiurare che si realizzi la volontà dei vertici dello stabilimento giapponese di mettere in liquidazione l’unico stabilimento in Europa, che significa perdita di lavoro per gli 83 operai impegnati nella produzione del sito di Ortona». Secondo la pentastellata «per un’azienda storica come la Yokohama si devono tentare tutte le soluzioni possibili per evitare la chiusura».
Ieri mattina davanti allo stabilimento, oltre a D’Alessandro è intervenuto anche il sindaco Leo Castiglione, che ha fatto sapere di essersi attivato subito contattando i sindacati e la Regione per un incontro. E c’è la data: si terrà il prossimo 3 agosto, a mezzogiorno, a Pescara. Tra gli esponenti sindacali, invece, era presente Riccardo De Feo, della segreteria regionale della Uiltec Uil Abruzzo: «È stata una mazzata che nessuno si aspettava», racconta. «La settimana scorsa abbiamo svolto le assemblee per la discussione del premio risultato e adesso questa notizia. Ci sentiamo presi per i fondelli dall’azienda, che dall’oggi al domani ci ha detto che chiude. Non ci si comporta così». I lavoratori erano già in cassa integrazione ma non c’erano sentori di un esito simile, arrivato da un momento all’altro - come abbiamo già anticipato sul Centro di ieri - e che rischia di lasciare senza lavoro 83 dipendenti.
«I lavoratori sono in cassa integrazione e secondo le disposizioni attuali fino al 17 agosto non potranno essere licenziati. Per quanto succederà dopo quella data andranno fatte delle valutazioni», spiega De Feo. Si parte però da una certezza, e cioè che le sigle sindacali battaglieranno per contrastare le decisioni della Yokohama: «Porteremo questa vertenza sui tavoli istituzionali regionali e nazionali», garantisce il rappresentante della Uiltec Uil, «non lasceremo nulla al caso». Si preannunciano giorni roventi per l’azienda di contrada Tamarete.
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