Il chiosco sequestrato era stato già controllato

5 Settembre 2024

Rocca San Giovanni. Opere irregolari sulla costa: riscontrate altre difformità, denunciati in quattro

ROCCA SAN GIOVANNI. «Per quanto sia fondamentale offrire servizi ai villeggianti, nelle aree tutelate paesaggisticamente le attività debbono attenersi, in modo ancor più rigoroso, ai vincoli dettati per garantire che non si assista ad un’antropizzazione selvaggia, come purtroppo è già accaduto in molte parti d’Italia». Così i carabinieri della tutela forestale e dei parchi motivano il sequestro di un chiosco stagionale in località Cavalluccio, a Rocca San Giovanni.
Il provvedimento, firmato dal gip del tribunale di Lanciano su richiesta della locale Procura, che da mesi ha avviato un filone d'inchiesta contro gli abusi sulla Costa dei trabocchi, è stato eseguito martedì dai militari del Nucleo carabinieri forestale di Lanciano, coadiuvati dai colleghi del Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale) di Chieti.
Il sequestro ha interessato il corpo principale della struttura, le pertinenze e i bagni chimici, determinando indirettamente la chiusura dell’attività commerciale. Il chiosco è già stato sottoposto a controlli, una prima volta a gennaio e una seconda a maggio, ma finora mai sottoposto a sequestro.
All'inizio dell'anno Procura e carabinieri forestali sono intervenuti per il manufatto abusivo in quanto, pur essendo soggetto ad autorizzazione stagionale, non sarebbe stato mai rimosso dal 2020. Inoltre sono state verificate superfici superiori a quelle autorizzate (ovvero 30 metri quadrati per il chiosco e 32,5 metri quadrati per l'ombreggio) e opere edili eseguite senza titolo e nullaosta della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio.
Dopo il primo sopralluogo, il chiosco è stato demolito per poi essere rimontato, a seguito del rilascio di parere urbanistico favorevole da parte di un funzionario comunale. Nel successivo controllo a maggio, però, i militari hanno riscontrato altre difformità, in particolare negli ombreggi, e denunciato l'imprenditore proprietario, due tecnici che si sono occupati della direzione dei lavori e lo stesso funzionario comunale.
Da allora ad oggi, l'attività degli inquirenti è andata avanti, ma verifiche e accertamenti si sono scontrati con la complessità della normativa edilizia ed urbanistica. Il sequestro preventivo di due giorni fa è conseguente ai pregressi accertamenti.
L'ampia campagna di controllo, avviata dalla Procura, ha coinvolto la maggior parte delle strutture temporanee sorte negli ultimi anni su una delle aree più caratteristiche del litorale abruzzese, spesso in difformità o, addirittura, in assenza delle dovute autorizzazioni edilizie e paesaggistiche.
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