Il cibo e le sue storie Cucina tradizionale tra assaggi e racconti

Guardiagrele. Due giorni con aneddoti e pietanze di una volta Esperti a tavola. Primavera: «Idea che viene da lontano»
GUARDIAGRELE. Delle “ciammaìche” che Peppino Tinari, al tempo giovane cuoco senza stelle sulla giacca, imparava a cucinare nell’osteria di famiglia; degli orapi raccolti dalle contadine del Morrone per gli agiati signori di Sulmona in cambio di formaggio e cibo indispensabile per la famiglia; della zia di Vanni, chiamata a cucinare per le feste di matrimonio in casa; della scommessa (stravinta) con l’”oliva ‘ndossa” di Casoli, tipica da tavola, oggi base di un potente extravergine monovarietale alla ribalta mondiale con il racconto del terroir di origine, l’altopiano di pietra bianca della Maiella; dei rari e burrosi fagioli a pisello, specialità quasi introvabile della cucina contadina dell’Appennino. Storie no-strane, ricordi, aneddoti, cucina-verità. Di questo si parlerà a “Storie di cibo”, due giornate - lunedì 18 e martedì 19 novembre - di narrazione e degustazione della cucina tradizionale nel Palazzo dell’artigianato a Guardiagrele, ingresso gratuito (fino a 60 partecipanti).
L’idea, «che viene da lontano», è di Gino Primavera, già docente all’Alberghiero di Villa Santa Maria e curatore di pubblicazioni sul tema. Primavera ha curato il programma con Cia Chieti-Pescara e Confesercenti Chieti, contributo Ccia di Chieti-Pescara, patrocinio di Comune, Ente mostra dell’artigianato artistico e Unione cuochi abruzzesi. Ci sarà di che stupire ad ascoltare il racconto di quello che c’è (stato) intorno alla preparazione di un manicaretto tradizionale prima di arrivare alla tavola. Un Abruzzo sconosciuto e da scoprire dalla voce dei suoi ambasciatori gastronomici, produttori d’eccellenza, cuochi, esperti di biodiversità. «Un invito a non parlare di cose che sappiamo ma delle storie vissute intorno al nostro cibo, discorsi agricoli», sottolinea Primavera. In sostanza bontà, benessere, valore del racconto, cultura del territorio. Relatori delle sessioni mattutine e pomeridiane: Gino Primavera (“La cucina della Maiella” nuova edizione), Dino Mastrocola (Narrazioni sul cibo), Mario Palmerio (Si mangia con la testa o con la pancia?), Luigi Di Lello (Storie di ventricina), Giovanni Legnini (L’etica del cibo), Raffaele Mastrocola e Domenico Turchi attori di campagna, Vinceslao Ruccolo (Storia del pane), Tommaso Masciantonio (L’invenzione dell’olio di Intosso), Alfonso Bianco (Io e le api), Francesco Ricci (Origini ed evoluzione dell’olio agrumato), Peppino Tinari, Lorenzo Pace (Opinioni di un cuoco), Marco Caldora (Il cibo diffuso), David Ferrante (Il cibo che è status), Sergio Grasso (L’Abruzzo oltre gli archeosapori).
Jolanda Ferrara
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