Il comitato: in ospedale solo reparti fantasma

Atessa. Scontro con la Lega sul San Camillo, l’associazione: mancano pure distretto e centro vaccinale
ATESSA. «Abbiamo iniziato la domenica con le fantasiose dichiarazioni rilasciate dal consigliere Enzo Pellegrini che vedrebbero un San Camillo completo e funzionante». Risponde per le rime, in una nota, il Comitato spontaneo in difesa del territorio a Enzo Pellegrini, consigliere comunale di minoranza e coordinatore cittadino della Lega che ieri è intervenuto sull'ospedale atessano dando anche alcune "bacchettate" al sindaco Giulio Borrelli. Il comitato non ci sta: «Ricordiamo a Pellegrini, alla Asl e all'assessore alla sanità quello che vedono i cittadini: il distretto sanitario non c'è ancora, il centro vaccinale di Atessa è l'unico ancora chiuso di tutta la Asl. Il centro trasfusionale è tornato al suo posto e in quella occasione si sono viste davvero le bottiglie di spumante, quelle del brindisi tra Pellegrini, Nicola Campitelli (che è stato definito delegato alla sanità del territorio) e Thomas Schael, per festeggiare il ritorno di ciò che era già nostro, senza cambiare uno spillo del centro trasfusionale e soprattutto per un ritorno che non ci sarebbe mai stato senza le ripetute pressioni e sollecitazioni fatte dall'Avis di Atessa». Il comitato prende in esame anche gli altri reparti, definiti "fantasma”: «La Medicina lavora a scartamento ridotto, la Riabilitazione è uno scatolone senza attrezzature, della Day Surgey non c'è traccia e il pronto soccorso ad oggi non è altro che un punto di primo intervento (Ppi) che non ricovera».
Pellegrini ha puntato il dito anche contro la precedente giunta regionale. Su questo punto, il comitato precisa: «La delibera 824/2018 è attualmente l’unica su cui si regge tutto il piano sanitario regionale e dove si parla anche di Atessa. Se il centrodestra in Regione ritiene la delibera insufficiente e se è così bravo, perché non ne fa una» afferma il Comitato. «Sono passati 2 anni dall'insediamento di questa nuova giunta regionale, ma qui non si vede nulla all'orizzonte. Anzi la proposta del centro destra pare sia stata nuovamente bocciata dal tavolo romano e non certo per il San Camillo ma per chiara incapacità di prendere decisioni ferme sui grandi ospedali. Non solo questi signori non rimettono le cose a posto, ma comodamente seduti sulle loro poltrone, pretendono, e soprattutto vogliono far credere ai cittadini di questo territorio, che all'ospedale di Atessa va tutto bene».

