Il Comune boccia i vigili «Niente armi in servizio»

La risposta del sindaco dopo la richiesta dei sindacati di tutelare gli agenti Pupillo: il loro lavoro alle politiche sociali è temporaneo, torneranno in strada
LANCIANO. «Più agenti di polizia municipale, più telecamere e la salvezza del tribunale». Sono il sindaco Mario Pupillo e il capogruppo in consiglio comunale di Progetto Lanciano, Arturo Di Corinto, a indicare la via per avere maggiore sicurezza in città e ad intervenire sul problema dell’armamento della polizia municipale. Che dal 1° ottobre sta svolgendo servizio di sicurezza alle politiche sociali, dopo le violente aggressioni avvenute negli uffici, senza alcuna arma o dispositivo di protezione e con un solo agente. Fatto che ha spinto il sindacato provinciale Csa Regioni autonomie locali dipartimento polizia locale, a inviare una diffida anche al sindaco per bloccare il servizio se gli agenti non sono in coppia, armati, adeguatamente formati o dotati di dispositivi di protezione individuale come lo spray antiaggressione. «Il servizio dei vigili alle politiche sociali è temporaneo», risponde Pupillo, «la prossima settimana cesserà, diffida a parte. Abbiamo fatto la gara, coperta economicamente (circa 4.500 euro presi dal fondo di riserva, ndc) perché il servizio sarà esterno, affidato alla vigilanza armata. L’impiego dei vigili è temporaneo e non poteva essere altrimenti perché non vogliamo togliere gli agenti, già pochi, dalle strade e dagli altri servizi che svolgono quotidianamente». E alle armi da dare agli agenti il sindaco, come il resto della maggioranza, preferisce le assunzioni, 4 tra la fine dell'anno e il 2019, l’aumento delle telecamere che tra loro sono connesse a servizio della polizia di Stato e delle luci già cambiate in quasi tutta la città. «Sulle armi il discorso è complesso», dice Pupillo, «è a lavoro la commissione sicurezza sul problema ma la nostra volontà è nel non assegnarle agli agenti». Volontà ribadita dall’altra forza di maggioranza, Progetto Lanciano. «Vogliamo più vigili e telecamere», precisa il capogruppo in consiglio di Progetto Lanciano Arturo Di Corinto, «ma soprattutto che si punti sulla difesa del tribunale, il primo presidio di legalità e sicurezza; se chiude non c’è arma che tenga. Anche nella recente rapina ai danni dei coniugi Martelli senza l’apporto della procura locale, di polizia e carabinieri del territorio e del tribunale non si riusciva ad arrestare i colpevoli. Il tribunale va salvato e bisogna fare di più per riuscirci. Sulle armi ai vigili non pensiamo che queste possano risolvere il problema della sicurezza in città. Si può discutere sul taser, la pistola elettrica che si sta sperimentando da alcuni giorni in altre città, che in futuro potrà essere data agli agenti se la sperimentazione darà risposte positive».
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