Il Comune contesta i dati su Fosso Marino inquinato
Per Goletta Verde il tratto non è balneabile. I rilievi dell’Arta: l’acqua è pulita Gli amministratori Sputore e Marra: tutto in regola, nessun rischio per la salute
VASTO. Un tratto di mare inquinato per Goletta verde, ma perfettamente balneabile per l’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. Al centro della guerra dei dati è Fosso Marino, il canale che sfocia vicino al pontile, dove nell’estate 2011 sono stati apposti due divieti di balneazione in pieno Ferragosto. Da qualche anno i famigerati cartelli sono spariti in quello specchio di acqua, ma i prelievi effettuati da Legambiente continuano ad evidenziare le criticità già segnalate nel 2012, che si concretizzano nella presenza nei campioni prelevati di escherichia coli e di enterococchi intestinali che superano i limiti di legge.
«Le analisi di Legambiente sono inattendibili, prive di ogni fondamento scientifico e fatte senza rispettare il quadro normativo vigente» tuona il vicesindaco, nonché assessore al turismo, Vincenzo Sputore, «le acque della costa vastese sono perfettamente balneabili, senza alcun rischio per la salute dei cittadini, così come certificato dall’Arta». Contesta i dati anche l’assessore comunale Marco Marra. «Mentre l’Agenzia regionale per la tutela ambientale, nel rispetto del quadro normativo vigente e con assoluto rigore scientifico, certifica la perfetta qualità di balneazione delle acque della costa vastese tramite dodici prelievi mensili, ogni chilometro e mezzo di costa, per un totale di diciotto chilometri, Legambiente utilizza metodi propri non riconosciuti dal ministero dell’Ambiente e utili per fare, il più delle volte, soltanto confusione tra il tema della balneabilità delle acque e quello dell’ecologia del mare», sostiene il delegato all’ambiente, «l’unico tratto della costa vastese - su diciotto chilometri - in cui vige il divieto di balneazione è alla foce del torrente Lebba, mentre la restante parte del litorale è perfettamente balenabile così come certificato da Arta e dal riconoscimento della Bandiera blu 2015 che, voglio ricordare, viene riconosciuta dopo una attenta e stringente verifica del rispetto di diversi parametri, tra cui, appunto, la balneabilità delle acque», conclude Marra.
La polemica ricalca quella che era già scoppiata nell’estate 2012, a distanza di un anno esatto dallo sversamento di scarichi fognari nel tratto centrale della spiaggia vastese. In quella occasione furono in tanti a chiedersi se gli interventi effettuati dalla Sasi a Fosso Marino fossero riusciti ad eliminare i problemi che funestarono la stagione balneare 2011 e che spinsero la Fee a sospendere la bandiera blu, un vessillo di cui il litorale vastese continua a fregiarsi.
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